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Piccoli lettori crescono, il meraviglioso mondo della narrativa per bimbi di Nadia Terranova

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Una “novellatrice”, avrebbe detto Calvino, di Nadia Terranova, che con la sua arte di raccontare ha incantato il folto pubblico del Salone delle Bandiere del Comune di Messina, in un incontro organizzato dall'Istituto Comprensivo ”Evemero da Messina”, in collaborazione con la libreria Bonanzinga e con il patrocinio del Comune. Un' “idea d'infanzia” plurale, stratificata, che Nadia propone in “Un'idea di infanzia. Libri, bambini e altra letteratura” (Italo Svevo editore), un «piccolo libro meravigliosamente inutile», che anche nella sua “fisicità” si presenta come un tesoro da scoprire poco per volta: tagliare le sue pagine unite, intonse (alla maniera dei libri “vecchio stile”), “guadagnarsi” la lettura di riflessioni e fantasie letterarie che la Terranova ha scritto per quotidiani e riviste, qui rielaborate e precedute da una lunga intervista con Giovanni Nucci, ideatore e curatore della collana “Piccola biblioteca di letteratura inutile” per l'editore Italo Svevo.

Da scrittrice anfibia, che scrive libri per l'infanzia (suo primo amore) e libri per adulti (e anfibi - ha ricordato la Terranova- sono stati Buzzati, Calvino, Morante), il punto di vista dell'infanzia le interessa molto, sia come lettrice forte sin da bambina, sia come autrice che nello sguardo altro sul mondo, quello dei “piccoli”, trova grande ricchezza, libertà e accoglienza.

Ma poi, quali generi, quali fasce d'età, quali temi comprende la cosiddetta letteratura “per l'infanzia o per ragazzi”? Forse questa è una definizione di “comodo”, coniata per dare un ordine negli scaffali dei librai e delle biblioteche; ma in base a quale criterio bisogna catalogare i libri per l'infanzia, per bambini più grandicelli e per adolescenti? Una “gabbia”, quando si sceglie un libro in base al sesso e all'età, perché - ha detto Nadia - «non esiste il bambino ma ci sono i bambini. E un bambino di 5/6 anni non è mai uguale a un coetaneo. Dunque, non esiste la letteratura per ragazzi, ma esiste quella con dentro i ragazzi». E, infatti, tra i consigli di Nadia, molto interessante è quello di proporre ai bambini qualcosa di “più alto” della loro età, benché la scrittrice ricordi anche come sia importante, quando si scrivono libri per bambini (molto più impegnativo di quanto si pensi comunemente), andare verso la semplificazione (e non certo verso la banalizzazione) per leggere la complessità del mondo, scegliendo bene le parole, puntando sull'effetto sorpresa e sul protagonista della storia, porta d'accesso di ogni lettura.

Una passeggiata letteraria densa di tanti colti rimandi, dalla favola classica alla letteratura dell'800 con la scoperta delle tradizioni e la grande invenzione dell'infanzia nella fiaba, dai classici per ragazzi alle diverse scelte editoriali, dagli albi illustrati (di cui ha mostrato qualche esemplare degli anni Ottanta, di quando lei era bambina) ai libri per piccini che uniscono il tatto al racconto e il racconto alle immagini, dalle belle collane illustrate con copertine riconoscibili, in cui le immagini non sono didascaliche ma in dialogo con il testo scritto, ai romanzi per adolescenti che affrontano problemi sociali e “politici”, dalla contiguità, tra letteratura per ragazzi e letteratura per adulti, di alcuni temi, come ad esempio quello dei “fantasmi” nella duplice rappresentazione magico/metaforica, sino alle “Fiabe italiane” curate da Calvino (Einaudi) che “unirono” l'Italia. Delle Fiabe (di cui la scrittrice messinese ha curato la prefazione per la nuova edizione Mondadori con le belle illustrazioni di Emanuele Luzzati), Nadia ha mostrato al pubblico due tomi dalla severa copertina nera, il “suo” Calvino che l'ha accompagnata nella fanciullezza.

Streghe, orchi, genitori cattivissimi, matrigne, luoghi paurosi, paura, fughe, mostri, animali parlanti, metamorfosi, il bene e il male confusi, tutto ciò che piace al bambino, perché la letteratura - ha ricordato Nadia - è il “campo” delle contraddizioni e niente è più contraddittorio di un bambino che in quella dimensione ha il diritto di essere selvatico, «sovversivo». E questo la letteratura non può dimenticarlo.

Ma attenzione- ha aggiunto - a non cercare le fiabe fuori dal loro universo simbolico, né a preferire le versioni edulcorate (noto il caso dei Grimm che dovettero “addolcire” i racconti più truculenti). Insomma, se «senza fate e senza maghi» non si deve stare, come ricordava Natalia Ginzburg in un suo articolo, «Lettori si cresce», come recita il titolo di un bel libro di Giusi Marchetta. Ecco perché - lo ha detto nell'appassionata introduzione alla lectio di Nadia la dirigente dell'Evemero, professoressa Angela Mancuso (che condivide con la scrittrice messinese l'idea che «gli adulti che non hanno smesso di leggere letteratura per ragazzi sono più liberi degli altri«) - , è importante parlare di libri offrendo ai docenti, attraverso incontri come questo, l'opportunità di fare formazione. Un concetto ribadito da Daniela Bonanzinga, molto attenta a questa preziosa “continuità” dei lettori e alla possibilità di avere uno strumento didattico di grande valore.

Per esercitare «il muscolo della lettura» nelle classi di bambini e ragazzi (che hanno target diversi e a cui bisogna rivolgersi nel modo adatto), la scuola è l'ambiente più fecondo e straordinario. Poi verrà il tempo in cui si sarà pronti a leggere libri più impegnativi, magari scegliendoli liberamente o furtivamente dagli scaffali per adulti.

Ma ancora qualche indicazione rivolta agli adulti da parte della scrittrice, peraltro amatissima dai bambini che ha incontrato in città in vari laboratori: mettere i bambini lettori in mezzo ad altri, lavorare sul “passaparola” tra bambini, dare, assieme al libro preferito, un altro più impegnativo, e, nel caso di adolescenti, anticipare gli elementi più curiosi, avventurosi o interessanti di un romanzo, far diventare un libro serio come i Promessi Sposi un libro “clandestino”, e, viceversa, far diventare un libro per “bambini” come Pinocchio un libro “sovversivo” (come quello della prima versione del burattino di Collodi pubblicata dalla casa editrice siciliana Il Palindromo), o dare tre libri per volta di vario genere ai ragazzi. Uno sarà odiato, l'altro meno, ma un altro piacerà!

Ecco “l'idea di infanzia” di Nadia Terranova, che ha ricordato la prossima pubblicazione di un albo illustrato, con un suo testo. Meravigliosamente anfibia, sempre.

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