
Alcune novità positive, relative al cammino che entro il 2029 condurrà al traguardo, vale a dire l’I-Hub dello Stretto finanziato con 53 milioni, certo non mancano, e ve ne daremo conto. Ma nell’area di via Campo delle Vettovaglie-Vittorio Emanuele che fu dei Magazzini generali demoliti nei mesi scorsi e che fronteggia la Marittima e il Terminal Aliscafi – i fari vanno accesi subito, sulla pessima cartolina offerta in occasione delle feste. Una cartolina che ferisce gli occhi delle tante, tantissime persone che qui scendono ogni giorno dalle scalette o dalle pedane di mezzi navali piccoli o grandi che siano, dai treni, dai taxi, dai pullman. La piaga delle micro discariche, in città, non fa sconti a nessuno, ma in questa “porta di Messina” il danno è fin troppo plateale e risulta strana la difficoltà a porvi rimedio. Siamo sicuri che oggi stesso si farà un intervento.
Viene però da pensare che per ripristinare stabilmente condizioni di normalità ci vorrà molto di più di interventi di pulizia straordinaria. È necessaria, infatti, un’organizzazione consequenziale al fatto che la vasta area frutto di demolizione, nella sua parte pavimentata, risulta di fatto adibita a parcheggio collettivo là dove ve n’è bisogno anche a tutela della sicurezza. A ogni automobilista messinese è capitato più volte nell’ampia curva che da via Campo delle Vettovaglie immette sulla Cortina del porto, d’imbattersi in caotici parcheggi improvvisati e coin i lampeggianti, dalla seconda alla quarta fila, di persone in attesa dello sbarco di un parente, di un amico, un conoscente. Che magari coincidono con i taxi in fila o i pullman da o per la provincia, in uno scacchiere quanto mai nervoso e caotico. Quindi pericoloso, specie di sera o sotto la pioggia e il vento sferzante.

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2 Commenti
Claudia
30/12/2024 08:41
Discariche e spazzatura ovunque!
Bombaci Giovanni
30/12/2024 13:25
Tante perplessità a causa del mancato coinvolgimento della cittadinanza nella scelta di quale struttura o destinazione da dare all'area individuata per la costruzione dell' I-Hub dello Stretto. Chi è la mente che ha ideato e proposto tale investimento in un area molto più consona a diventare un interporto a ridosso del porto? manteniamo i containers e le tende per l'accoglienza dei viaggiatori e turisti o pensiamo e integriamo i diversi terminal (navi-treni-pulman-taxi-ecc.) in una struttura di servizi come presente in tutte le città più "civili" di Messina? Perchè non costruire l'I-Hub in una posizione neno stratergica rispetto all'uso di destinazione e servizio per viaggiatori e turisti? Ai decisori politici la risposta sperando che siano "finalmente" più lungimiranti e intelligenti.