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Messina, il caso di Lavinia Marano finisce in Cassazione a febbraio

Muore dopo il parto la cantante Lavinia Marano

È stata fissata la data di trattazione, in Cassazione, dopo il ricorso depositato dal sostituto procuratore generale Maurizio Salamone contro la sentenza d’appello assolutoria per il caso di Lavinia Marano, la nota cantante 44enne morta nel 2016 al Policlinico dopo aver dato alla luce il suo bambino. Se ne occuperanno il 25 febbraio prossimo i giudici della quarta sezione penale.
Il 7 maggio scorso la corte d’appello presieduta dal giudice Carmelo Blatti ha infatti assolto i quattro medici nel processo con la formula “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”. Sono stati quindi scagionati - le qualifiche si riferiscono all’epoca dei fatti -, il responsabile dell’Uoc di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico Onofrio Triolo e i medici Roberta Granese, Antonio Denaro, Vittorio Palmara. I giudici in concreto hanno applicato la legge Balduzzi, secondo cui il medico che si attiene alle linee guida d’intervento non risponde per l’ipotesi di colpa lieve. Sempre a maggio è stata poi confermata anche l’assoluzione per gli altri camici bianchi, già assolti in primo grado con la formula “per non aver commesso il fatto”: i medici Rosario D’Anna e Tomasella Quattrocchi, l’anestesista in servizio presso il reparto Pasquale Vazzana, le ostetriche Angelina Lacerna Russo e Serafina Villari, l’infermiera Maria Grazia Pecoraro.

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