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Messina, sequestrato un patrimonio di 400mila euro: provvedimento contro Giovanni Maiorana

Ammonta a quasi 400.000 euro il valore dei beni sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Messina su provvedimento emesso dal tribunale di Palmi. Sotto chiave sono finiti beni riconducibili a Giovanni Maiorana, 52 anni, messinese. Il sequestro è stato disposto dalla gip del tribunale di Palmi Francesca Mirabelli che ha accolto la proposta della Procura diretta da Emanuele Crescenti. Sotto chiave sono finiti sei immobili tra appartamenti e magazzini, due auto e somme di denaro depositate su conti correnti e libretti per un importo complessivo di 372.219,68 euro. Il provvedimento scaturisce da accertamenti economico-patrimoniali eseguiti dai militari della Compagnia di Taormina, nei confronti dell’uomo che è stato coinvolto in indagini condotte dalla Procura di Palmi. Alle spalle anche una condanna per droga passata in giudicato ad ottobre 2021.
È stato questo il presupposto per l’applicazione della “confisca allargata” o “per sproporzione”.
La richiesta di “confisca allargata” è stata avanzata dalla procura calabrese a seguito di indagini finanziarie condotte dalla Guardia di Finanza di Messina per verificare le disponibilità economiche del nucleo familiare e capire se erano proporzionate al reddito. Dagli accertamenti, come ricostruisce il gip nel decreto di sequestro, è invece emersa la sproporzione tra alcuni investimenti immobiliari e le disponibilità economiche provenienti dai redditi della famiglia.
I finanzieri del hanno effettuato varie verifiche sia sul tenore di vita di Maiorana che sui redditi percepiti dalla sua attività lavorativa e la consistenza del suo patrimonio per verificare se quanto possedeva fosse proporzionate con le fonti di reddito. Il periodo preso in considerazione dai militari delle fiamme gialle va dal 2013 al 2021. Dalle verifiche dei finanzieri è emerso che la famiglia, nel corso degli anni presi in considerazione dai finanzieri, ha acquistato immobili, auto e moto alcuni di questi beni sono stati rivenduti successivamente ma dagli accertamenti dei finanzieri Maiorana, in base ai suoi redditi, non avrebbe avuto sostanze economiche tali da giustificare questi acquisti.

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