
Parte da Ginostra un nuovo appello affinché nella piccola frazione vengano posti in essere, dopo il recente violento nubifragio, quegli interventi necessari per ripristinare una condizione di vivibilità e di relativa tranquillità.
Se ne fa portavoce Mario Lo Schiavo, sempre in prima linea in favore della sua comunità.
Lo fa con una lettera appello indirizzata al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. «Siamo – scrive – al decimo giorno dall’alluvione che ha colpito seriamente, nonché disastrosamente, la piccola frazione di Ginostra, ubicata nella vulcanica isola di Stromboli, sotto continua attenzione della Protezione civile. Eppure, nonostante questo, ancora oggi, non si riesce a poter camminare tranquillamente né di giorno né di notte, per le strade invase dal materiale trascinato dalle acque torrenziali, figuriamoci se si dovesse scappare, di notte, in caso di evacuazione dovuta ad una eruzione. A tutt’oggi non si può telefonare con la linea fissa ed è impensabile uscire con le nostre barchette in mare, essendo il piccolo scalo del Pertuso insabbiato».
Lo Schiavo, rimarcando che la popolazione si sente letteralmente abbandonata, pone l’accento sul fatto che «si continuano a fare sopralluoghi ma non si interviene» e che i fondi stanziati non trovano corrispondenza con quelle che sarebbero dovute essere azioni immediate, considerando che si è sotto un vulcano. «Presidente – conclude – c’è la speranza e la volontà di far risorgere il nostro borgo dove, financo, anche la piccola nicchia con la statuetta di Sant’Antonio è finita in mare, in attesa di essere recuperata e riposizionata?».
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