
Nel 2003 il geologo Alfredo Natoli, uno dei più eminenti professionisti del settore, fu chiamato dal Comune per verificare la stabilità della galleria Santa Marta dove in questi giorni abbiamo raccolto il grido d'allarme degli abitanti dei palazzi vicini.
Da quel tunnel si registra una copiosa e continua fuoriuscita d'acqua. L'intenzione del Comune era quella di aprirla al traffico a senso unico bypassando parte del traffico cittadino. C'erano infiltrazioni. Copiose come adesso. Ma occorreva fare degli accertamenti tecnici.
Natoli che lavorò a degli studi preliminari assieme all'ingegnere strutturista Aldo D'Amore, ipotizzò che quell'acqua fosse sorgiva ma per stabilire la provenienza occorreva essere supportati dagli strumenti. E occorreva fare delle prove. Come occorrerebbero prove per capire la stabilità di quella struttura realizzata nel 1937 durante il regime fascista. Natoli consigliò delle indagini che sarebbero costate circa diecimila euro. Ma la sua relazione restò in un cassetto. Quella spesa non fu mai finanziata. L'acqua continuò a sgorgare come se nulla fosse. Dalla galleria come dai cortili dei palazzi. A nulla valse la segnalazione fatta dallo stesso geologo sulla presenza sullo stesso piano della calotta della galleria di almeno una decina di edifici. Se crolla la galleria ci aveva detto qualche giorno fa Pasquale Nocera, un ingegnere strutturista vanno giù il muraglione di contenimento da cui tra l'altro esce acqua, le scale che portano alla circonvallazione e i palazzi vicini.
Il 27 settembre del 2023 Natoli tornò a scrivere all'amministrazione che naturalmente era cambiata rispetto al 2003 ricordando la sua relazione, che conteneva timori e indicazioni. Di mezzo anche una parentesi temporale in cui della galleria si occupò, o meglio tentò di farlo, una società partecipata poi inghiottita dal nulla. Intanto a caccia di altre perdite continua ad andare lo storico Andrea Bambaci che sta scrivendo un volume sul sistema degli acquedotti e delle sorgive messinesi. Bambaci è convinto che l'acqua che esce dalla galleria e dai cortili non sia sorgiva ma che rappresenti una perdita del sistema idraulico Gonzaga Noviziato. Ha individuato nuove fuoriuscite nel viale Italia, nel vicolo Ceta e in via Noviziato Casazza.
«Se fosse acqua proveniente da una sorgente – osserva Bambaci – diminuirebbe nella portata a causa della siccità degli ultimi mesi».
Il Comune ha annunciato un sopralluogo nei prossimi giorni. Lo attendono con ansia gli abitanti di un intero quartiere (via D'Amore in primis) che convivono da decenni con queste perdite d'acqua che rischiano di causare danni notevoli.
3 Commenti
Danilo
16/09/2024 12:46
Ma no...! Perché spendere soldi per qualcosa che potrebbe contribuire ad aumentare la portata d'acqua in città e probabilmente rendere sicura una galleria che potrebbe alleggerire il traffico cittadino e mettere in sicurezza tantissimi abitanti?molto meglio spenderli per piste ciclabili,cordoli,parcheggio a sensori che per gran parte dell'anziana popolazione messinese saranno difficili da utilizzare!le precedenti amministrazioni erano di un immobilismo totale,ma questa si vanta di essere una "del fare".ma non cose inutili...
franco
16/09/2024 15:02
Basta una analisi, se è trattata con cloro proviene dalle tubazione dell'acquedotto. Se è priva di cloro è sorgiva.
COGITO ERGO SUM
16/09/2024 21:17
COSA SI ASPETTA, allora, di fare un semplice prelievo e titolare il cloro presente nel campione d'acqua ? Mi chedo e vi chiedo : perchè fermarci per pochi Euro di costo ???