
Se fosse un romanzo di Camilleri potrebbe intitolarsi “il mistero di contrada Sifone”. O dei due pozzi. Sì, perché oltre quello “benedetto” lunedì scorso dal sindaco Cateno De Luca, nella contrada di Castelmola dove si ritiene vi sia abbondanza d’acqua c’era già un pozzo.
A mettere la pulce nell’orecchio al primo cittadino di Taormina è stato già lunedì l’avv. Danilo La Monaca, che sul suo profilo social ha parlato di pagliacciata del nuovo pozzo già esistente. E, arrivato al Municipio, De Luca il dubbio lo ha avuto e così ha chiesto delucidazioni.
«Mi sono informato e mi è stato detto che in contrada Sifone esiste già un pozzo a distanza di 5-6 metri, quindi la falda è la stessa - ha detto il sindaco nel comizio in piazza giovedì sera - ma non risulta dagli atti ufficiali, non troviamo le autorizzazioni per realizzarlo. Se qualcuno viene ora e chiude il pozzo Sifone i taorminesi sanno con chi se la devono prendere - ha aggiunto il sindaco, non si comprende temendo cosa se le procedure per eseguire la nuova trivellazione sono state seguite correttamente - forse La Monaca pensa di intimorirmi sul fatto che ho scoperto adesso di questo pozzo, che potrebbe essere abusivo. E se fosse stata immessa l’acqua nell’acquedotto, come pare, senza le analisi?».
Dal palco sono state mostrate una determina del 3 settembre 2013, firmata dall’allora commissario liquidatore di Asm Cesare Tajana, con la quale veniva conferito l’incarico ad un geologo per l’assistenza ad un sondaggio esplorativo per la ricerca di nuove risorse idriche in corrispondenza della sorgente di contrada Sifone e una fattura per la realizzazione del pozzo per un importo di 27.225 euro, datata 3 settembre 2013 e pagata il 6 settembre, emessa dalla stessa ditta che ha effettuato la trivellazione nei giorni scorsi, citata dal sindaco Cateno De Luca e dal presidente Asm Giuseppe Campagna nella diretta di lunedì scorso come affidataria, il 5 agosto, dei lavori del saggio geognostico, per il quale al momento non risultano pubblicate determine di affidamento degli interventi.

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5 Commenti
Esperto tributario
01/09/2024 09:21
Era un pozzo a sua insaputa è facile fare illazioni quando manca l'acqua e si spendono o si sperperano soldi pubblici. In questo caso 100 mila euro.
Demos
01/09/2024 10:48
Gli esecutori del secondo pozzo sono "geniali" Sono andati sul sicuro.
Santi Costa
02/09/2024 19:49
Quindi quelli del pozzo, sapevano dell'altro pozzo, invece nessuno ha saputo del pozzo. Non ci pozzo credere :D
Ettore
01/09/2024 11:24
SCN si conferma ancora una volta, soprattutto nella sua leadership, una autentica fucina di talenti. Una risorsa italiana da cui tutti, persino Putin, dovrebbero prendere esempio
Fernando
01/09/2024 13:48
Verranno le elezioni...
Ettore
01/09/2024 14:40
Trovata la soluzione per risolvere il tutto: scavate un bel pozzo della profondità di circa 100 MT. Poi mettetevi sui social e comiziate alla Wanna Marchi circa la vostra acuta perizia e bravura. Poi magari fate un bel comizio, diciamo nella piazza centrale di Taormina, dove accusate tutto e tutti e sfidate a duello sul posto chi osa pensare in maniera critica o diversa. Accusate, inveite, sproloquiate liberamente e soprattutto inondate il cervellino della gente con dovizia di numeri, cifre, percentuali e modellini sul vostro divino operato. Spendete altri 100.000€ di soldi pubblici nell' impresa. Voilà, il problema della siccità è risolto persino nelle Alte Sfere. E guai a pensarla diversamente. W il Rabdomante del Nisi