
«Tutti coloro che hanno sparso sale sulla ferita della crisi idrica e che hanno infiammato i cuori e le menti di uomini e donne arrabbiati per la mancanza d’acqua a Messina avranno il microfono per ribadire le loro sporche accuse». A tenerlo in mano, però, è già evidente che sarà solo lui, il sindaco Cateno De Luca, che questa sera alle 19.30, in piazza IX Aprile, ha organizzato quello che a tutti gli effetti sarà un comizio sul tema “Crisi idrica: tra ostacoli burocratici e inefficienze regionali”, finalizzato a difendere ancora una volta le scelte gestionali delle amministrazioni comunali di Taormina e Messina in materia di acqua e attaccare il governo Schifani. «Ancora leggo qualche commento spregevole sulla situazione idrica che stiamo vivendo in Sicilia – afferma De Luca – sciacalli e sciacalle che approfittano delle difficoltà e della disperazione per disseminare odio sociale attraverso accuse e menzogne che mortificano il nostro impegno quotidiano. In questo torbido clima, nessuno ha mai fatto l’analisi della genesi di questa crisi idrica e, soprattutto, della suddivisione delle competenze in relazione alle conseguenziali responsabilità: chi doveva fare cosa. Coloro che ancora sono convinti che la crisi idrica di Messina sia stata in qualche modo condizionata ed aggravata da Taormina per l’accordo di vettoriamento dell’acqua si facciano avanti e avranno il microfono per dimostrare la fondatezza delle loro accuse». L’invito al confronto è stato rivolto anche a deputati e parlamentari che in queste settimane hanno contestato le scelte dei sindaci Cateno De Luca e Federico Basile. Per De Luca «la proverbiale superficialità che ormai impera sui social consente a personaggi in cerca di autore di mettersi in mostra illudendosi che questo possa rappresentare il modo migliore per conquistare il consenso, mentre io ho sempre affrontato le questioni con i necessari approfondimenti e documenti». Il sindaco di Taormina gongola in questi giorni per la realizzazione del nuovo pozzo in contrada Sifone, in territorio di Castelmola («non sono un rabdomante e non ho fatto nulla di straordinario, ho semplicemente applicato i principi del buon padre di famiglia»), che però non può ancora alimentare l’acquedotto comunale in attesa delle verifiche sulla potabilità dell’acqua condotte dall’Asp. E dopo il varo della nuova fonte di approvvigionamento ha svelato possibili ombre sul passato: «La cosa più indecente di questa storia è che già esisteva un pozzo, a circa sei metri dal quello nuovo, ma stiamo verificando le voci che circolano perché pare sia stato realizzato abusivamente nel 2012 su input del palazzo municipale, senza le prescritte autorizzazioni. Spero che non sia vero». (an.ri.)
3 Commenti
Ettore
29/08/2024 12:26
Occasioni da non perdere per chi gestisce la politica in style Wanna Marchi
Intriganti
29/08/2024 13:22
Ma ,siccome i cittadini Messinesi, secondo i" politici locali" sono ignoranti nelle combutte per il potere ,tranne quando cercano i voti con tutte le promesse inimmaginabili e la trasparenza in mano. Cerchiamo di analizzare tutto questo con una semplice domanda.Quale è il motivo del Sindaco di Taormina ha intrufolarsi in tutte le questioni di questa città? Sicuramente ha un interesse quale?
NICOLA STAITI
29/08/2024 19:49
Perchè è stato accusato di fregare l'acqua alla città di Messina per dirottarla a Taormina, in particolare dalla senatrice Dafne, che a questo punto viene sfidata e quindi parli al microfonocon giornalisti presenti o taccia per sempre.
Armando
29/08/2024 15:55
Le responsabilita' dei Governi regionali e dei Sindaci sono evidenti.Il Sindaco di Taormina indichi i veri colpevoli.