
«Il CoAs Medici Dirigenti - Sicilia tutelerà l’operato e l’immagine della collega del Pronto Soccorso di Patti in tutte le sedi, ristabilendo la verità dei fatti accaduti».
È quanto dichiarato dal segretario regionale del Coordinamento Azione Sindacale Medici Dirigenti, Mario Salvatore Macrì, in merito all’ormai famosa vicenda della gamba immobilizzata con l’ausilio di un cartone da imballaggio al Pronto soccorso dell’ospedale di Patti. Secondo Macrì, intervenuto in difesa del medico autore dello “steccaggio di fortuna”, l’intervento terapeutico della collega sarebbe stato corretto, poiché, nonostante le limitate risorse a disposizione, avrebbe svolto il suo lavoro con «dedizione, scienza e coscienza», utilizzando quanto era nella sua disponibilità, «contrariamente – sottolinea il segretario regionale CoAs – a quanto dichiarato dai vertici aziendali e dall’assessore alla Salute».
Sulla disponibilità dei presidi medicali i vertici regionali del sindacato non hanno dubbi: «La collega ha operato correttamente, in quanto – dichiara Macrì – non poteva riutilizzare dei presidi monouso già utilizzati su altri pazienti per il rischio di infezioni in un arto con cute lesionata da abrasioni e ferite. Confermiamo di aver accertato con nostre ricerche che in quel momento non era presente in Pronto soccorso il materiale adatto al confezionamento di un tutore esterno “nuovo” per quel paziente».

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5 Commenti
Marini
14/08/2024 07:35
Lo avevo già commentato diverse volte senza che venisse pubblicato chissà per quale motivo. Troppo facile scaricare le colpe sul medico che ha fatto del suo meglio coi mezzi che aveva disposizione. Doveva essere semnai lodato e invece lo hanno incolpato per coprire le loro responsabilità.
Algiar
14/08/2024 08:36
Come sempre si cerca di scaricare la responsabilità sull'ultima "ruota del carro". Non me ne voglia la dottoressa, alla quale manifesto la mia solidarietà, se uso questo esempio. È notorio che la sanità pubblica viene svilita della sua importante funzione a favore di quella privata, certamente più redditizia. I vertici regionali della sanità fingono di non sapere in quali condizioni debbono operare medici, infermieri ed operatori sanitari in genere. Tra sovraffollamento di pazienti, carenza di presidi sanitari, rischi per la loro incolumità fisica e psichica. Dal "comodo" della loro poltrona puntano il dito contro chi, in prima linea, deve affrontare, quotidianamente, queste criticità. Ma secondo questi benpensanti, se la dottoressa avesse potuto disporre delle famose stecche, perché avrebbe dovuto usare il cartone da imballaggio?
Armando
14/08/2024 15:31
E' necessario conoscere la verita' per provvedimenti validi,adeguati alla funzionalita' del servizio che i cittadini ,da tempo,chiedono
Giuseppe
15/08/2024 00:32
Sono un tecnico ortopedico e ho lavorato anche per la Asp 5 Messina,se fossi stato ancora in servizio,il medico senza mezzi per immobilizzare una gamba,avrebbe potuto chiedermi un parere. Sarebbe stato sufficiente che un congiunto fosse andato a comprare un tutore steccato in un negozio di ortopedia. Con 50 euro non ci sarebbe stato tutto questo casino. Lo fanno in tutti i reparti di ortopedia, non capisco perché non si è potuto fare a Patti. Vuol dire che era necessario un caprio espiatorio…
Marco
15/08/2024 01:48
Ma il problema è il medico che immobilizza l'arto con quello che si ritrova o la vera vergogna è un pronto soccorso senza presidi medicali?