Quattordici agosto 2012. Trenta luglio 2024. Sono trascorsi 4.368 giorni da quando il viadotto Ritiro è stato dimezzato. Da quando c’è stato spazio solo per una corsia per poterlo attraversare in un senso o nell’altro. Una strozzatura di dodici anni e tredici estati, il periodo più difficile da sopportare per una rete viaria così minimale come quella della dorsale tirrenica. Priva di alternative valide, specie per i mezzi pesanti che non possono percorrere la statale 113 per una prescrizione dell’Anas alla quale non sono mai seguiti i lavori di adeguamento.
Oggi il viadotto Ritiro, 924 metri di ponte sospeso sull’omonimo rione di Giostra, sarà aperto nella sua interezza a distanza di 7 anni dall’avvio concreto dei lavori da parte della Toto Costruzioni.
Due gli appuntamenti, uno istituzionale e uno più concreto. Partiamo da quello che attendono tutti. L’apertura al traffico su entrambe le corsie della carreggiata direzione Catania del Ritiro avverrà alle 15. Anche quella lato valle, cioè direzione Palermo, non sarà più condivisa dai due sensi di marcia, ma sarà tutta a disposizione di chi viaggia verso Villafranca. Sarà chiuso evidentemente anche il bypass Baglio, quella discesa realizzata un anno fa per consentire il cambio di carreggiata. Resterà come pista d’emergenza per ovviare al fatto che in tutto quel tratto di tangenziale non vi sia un solo punto di contatto fra le due direttrici.
Lo svincolo di Giostra, a cui il viadotto Ritiro è legato da un giunto (diverso da quello costoso che scatenò una grossa polemica quando il progetto era in via di realizzazione ), sarà pienamente utilizzabile in tutti i suoi ingressi e uscite. Da sabato a mezzogiorno, si può già prendere la tangenziale a Giostra e viaggiare senza interruzioni verso Catania. Da oggi si potrà fare la stessa cosa da Villafranca. Si può dire che l’apertura del Ritiro “libera” anche la piena fruibilità dell’intero sistema Giostra. Uno svincolo costato oltre 100 milioni di euro, e altri 20 anni di attesa e che, una volta ultimato è stato sempre “azzoppato” dal contemporaneo cantiere del Cas per il viadotto, suo gemello siamese.
Tornando agli appuntamenti di oggi, prima il sopralluogo del presidente della Regione Renato Schifani e dell’assessore Aricò sulla carreggiata appena conclusa e per la quale ieri mattina è arrivato il certificato di collaudo. Un veloce passaggio prima di planare alla vicina sede del Cas per l’incontro con la stampa. Difficile immaginare che ci sia aria di festeggiamenti, piuttosto di soddisfazione soprattutto da parte dei tecnici e di chi ha seguito (ma non sono poi così tanti) la vicenda Ritiro in questa dozzina di anni, perché l’incubo è finito anche per loro. Ma è finito soprattutto per le migliaia di automobilisti che hanno passato una parte della loro vita, inutilmente, in coda in quel tratto di tangenziale.
Finiranno le code della domenica sera di ritorno dal mare, e quelle del lunedì per i pendolari che lavorano in città e vivono sul litorale tirrenico. Finirà anche l’attraversamento di un tratto di autostrada resa pericolosa da quel restringimento e che tante volte è stata scenario di incidenti.
A dirla tutta, finirà questo sacrificio che i messinesi hanno sopportato fra l’altro continuando a pagare il pedaggio come se percorressero un’autostrada a 4 corsie, ma non subito. Nel senso che il viadotto tornerà integralmente percorribile oggi alle 15, ma non si può dire la stessa cosa per la vicina galleria Telegrafo. Il tunnel direzione Messina, resterà ad una sola corsia, dicono dal Cas, ancora per un paio di giorni e poi sarà tolta ogni limitazione. Quello in direzione Palermo, avrà bisogno di altri 10 giorni di lavori e sarà pronto entro il 9 agosto. Nel frattempo sarà rifatto il fondo della corsia di marcia del viadotto Ritiro direzione Palermo, usurato da anni di code. Dunque per dire addio alle code definitivamente a tutte le code occorrerà aspettare ancora qualche giorno.

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8 Commenti
Francesco
30/07/2024 07:50
..quando si dice..."meglio tardi che mai!!!"
sinistroso
30/07/2024 08:39
Ma che nastro tagliate? Gli antichi dicevano "aviti a facci comu i battituri di putticatu" vergogna
Marco
30/07/2024 13:20
Come mai la segnaletica orizzontale è pitturata gialla? Per le prossime chiusure?
sergio
30/07/2024 14:18
ma lo svincolo dell'annunziata?
Fernando
30/07/2024 15:05
Mi domando con quale coraggio si presentino in massa e taglino il nastro per un'opera che c'era e si sono voluti 12 anni (20 considerando l'intero iter) per essere riconsegnata alla Città ed alla fruizione di tutti. Già che, appunto, il nastro si taglia per qualcosa che non c'è mai stata e grazie a qualcuno è stata fatta, quindi è un non senso unico e tipico di chi, senza distinzione alcuna di colore e posizione politica, non perde occasione per mettersi in evidenza. Complimenti, almeno sappiamo che siete senza unici... lo farete, di tagliare nastri, anche quando restituirete alla Città di Messina una rete idrica efficiente ed affidabile? Facciamo, magari, tra altri 20 anni?
Rosario
30/07/2024 16:13
Scusate ma tutto quel casino allo svincolo di Giostra, quando sarà liberato, non penso che ci vogliono 12 anni per metterlo a norma, asfaltando quel pezzo attualmente chiuso.
Peppe
30/07/2024 19:36
Solo vergogna e vanno a tagliare il nastro? Che individui, eppur li votano bah
Vincenzo
02/08/2024 10:49
Sono passati ben dodici anni dal giorno in cui era prevista l'apertura. Costo iniziale 43.000.000 di € poi arrivati a 68.000.000 ovvero 25.000.000 in più. Ancora non è del tutta finita perché ci sono le segnaletiche della viabilità verticale da sistemare e da aggiungere. Mi meraviglio dei nostri politici, ma con quale faccia osano festeggiare un fallimento del genere. Anziché brindare a spese dei contribuenti, se ne dovrebbero vergognare e redersi conto dei malumori generali. È una vergogna. Vergognatevi.