
In Val di Susa i No Tav tornano ad assediare il cantiere dell’Alta velocità tra Torino e Lione, con lanci di bombe carta contro le forze dell’ordine (due agenti contusi). In riva allo Stretto si prepara la manifestazione del prossimo 10 agosto, con la richiesta di soppressione della società statale “Stretto di Messina” e di trasferimento delle risorse destinate al Ponte, da indirizzare verso opere considerate più utili, come gli interventi contro la siccità.
Togliere i soldi per il Ponte e darli alla Sicilia per combattere la carenza d’acqua? È il ritornello che si sente nelle aule del Parlamento e nelle piazze. Nessuno, però, chiede che vengano sospesi i finanziamenti per altre grandi infrastrutture, in corso di realizzazione nel Nord Italia. Proprio ieri, il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” ha dato la notizia dell’incremento da 8,6 a 11,1 miliardi di euro del costo della tratta internazionale della Torino-Lione in fase di realizzazione a cavallo del confine italo-francese. Si tratta di un aumento intorno al 30 per cento. La società “Telt”, che è il promotore pubblico responsabile dei lavori ed è partecipata da Italia e Francia, ha presentato al Cda l’attualizzazione del costo previsto per la costruzione e l’attrezzaggio della linea ferroviaria, passaggio validato da un ente terzo, la società di consulenza “Grant Thornton Financial Advisory Services”. La consegna dell’intera sezione transfrontaliera attrezzata e collaudata, inizialmente ipotizzata per la fine del 2032, è ora prevista per la fine del 2033.
E, in seguito allo svolgimento di una accurata analisi da parte della “ Bbt Se”, sono stati aggiornati anche i costi della Galleria di Base del Brennero, saliti da 8,5 a 10,5 miliardi di euro. In questo caso, come si legge nelle relazioni riguardanti quest’altra grande infrastruttura in corso di costruzione, tra Italia e Austria, appartenente al Corridoio “Scan-Med” delle Reti di trasporto Ten-T (lo stesso Corridoio di cui fa parte il Ponte sullo Stretto di Messina), «gli uffici della Unione europea che erogano i finanziamenti comunitari sono costantemente coinvolti nel processo decisionale e realizzativo del progetto e hanno recentemente confermato il pieno supporto strategico e finanziario da parte della Commissione europea al progetto, fino al suo completamento. Per far fronte agli impegni di spesa già assentiti, Italia e Austria beneficiano attualmente di un co-finanziamento da parte dell'Unione europea in misura del 50% per le attività di progettazione e prospezione e in misura del 40% per le attività di realizzazione delle gallerie principali. L'Ue ha, infatti, garantito fino ad oggi un co-finanziamento complessivo pari a circa 1,6 miliardi di euro».
Ventidue miliardi, dunque, verranno impegnati per la realizzazione di queste due grandi opere che interessano il Nord d’Italia, sia la parte occidentale (il Piemonte) sia quella orientale (il Veneto).

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5 Commenti
Mass
29/07/2024 09:48
Ottimo articolo che svela un clima in Italia che vede le infrastrutture realizzate al Sud come inutili. Un clima di razzismo
Domenico
29/07/2024 10:57
Fateci questo benedetto Ponte! Solo chi non vive i disagi giornalmente non capisce l'utilità e l'importanza di questa opera: lo Stretto non si attraversa solo due volte l'anno (come fanno i turisti annuali), ma chi lavora, lo attraversa quasi quotidianamente! È un'area di quasi 600 mila abitanti! Lo volete capire!
Roberto
30/07/2024 12:18
Mi meraviglia che proprio una persona che è costretta giornalmente ad attraversare lo stretto voglia il ponte: significa che non ha minimamente guardato il progetto. Mi scusi, supposto che debba andare da Messina a Reggio Calabria, impiegherebbe forse meno tempo con il ponte ?(Considerato che si deve arrivare quasi a Villafranca Tirrena per sbarcare a Scilla, per poi proseguire per Reggio). Per non parlare di quanto le costerebbe.... Scusi, eh ... non capisco proprio
Vincenzo
29/07/2024 15:20
Si è giusto che i soldi destinati al ponte vendano dirottati in altre opere (nelle tasche di qualcuno).
Riccardo Go
30/07/2024 11:45
Verso L'opposizione alla linea ferroviaria (duplicata di quella già esistente, perfettamente funzionante) Torino - Lione c'è una repressione governativa durissima. Quell'opera è di una dannosità e di una inutilità davvero notevolissima, ma è con costi mostruosi.
Peppe
30/07/2024 19:40
Ma va se n'è accorto le cose costano