
Norman Foster, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano e Daniel Libeskind: sono le quattro archistar più famose al mondo. Cosa pensano di una delle opere più sfidanti, ambiziose, controverse e impattanti quale il Ponte dello Stretto di Messina? Abbiamo messo a confronto le loro dichiarazioni più recenti sull’argomento.
Norman Foster
Sir Norman Foster, nei giorni scorsi, ha rilasciato una lunga intervista al supplemento settimanale del Corriere della Sera. Leggiamo il passaggio che ci interessa: «Foster ha fatto parte del team di progettazione dell'avveniristico viadotto di Millau, in Francia, realizzato nel 2004. Noi oggi, in Italia, stiamo discutendo se costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. Valutiamo con quali precondizioni affrontare questa impresa. «Ebbene – afferma Foster –, se si guarda alle lezioni di Millau, si trattava di un concorso per realizzare un ponte che unisse alla massima economia la massima bellezza. Ed è stato completato prima del previsto, senza feriti, senza perdite di vite umane, con un budget inferiore e si è rivelato estremamente popolare e utilizzato dalle persone. Ha avuto una certa influenza regionale, ha contribuito a trasformare un'area che tradizionalmente non era esattamente ricca, facendo crescere il suo profilo turistico. Ha poi ridotto la congestione e l'inquinamento, prima si creava una coda di cinque ore per attraversare la maggior parte dei villaggi. Dal punto di vista ambientale, con i veicoli pesanti che viaggiano tra Parigi e Barcellona, si può misurare scientificamente la riduzione di emissioni di Co2, che equivale a piantare una foresta di 40mila alberi. Quindi se si applicano quelle lezioni facendo un concorso che punta alla qualità del design, potrebbe essere un buon progetto». E c’è una splendida frase, che dà il titolo all’intervista: «Dal mio aliante ho visto le città del futuro. L'unica costante della vita è il cambiamento», parola di uno degli architetti più premiati al mondo, il principale esponente dell’Architettura “high-tech”, l’uomo che ha dato vita allo studio “Norman Foster + Partners”, con 647 architetti dipendenti e un fatturato tra i 200 e i 209 milioni di dollari, al decimo posto nell'elenco dei maggiori studi di Architettura del mondo, il progettista di una serie infinita di opere che hanno lasciato il segno nelle città dove sono state realizzate: l'Aeroporto internazionale di Hong Kong, la Metropolitana di Bilbao, la Torre de Collserola di Barcelona, il Millennium Bridge e la City Hall a Londra, il nuovo Reichstag di Berlino, il Campus Luigi Einaudi a Torino, alcuni dei più innovativi grattacieli negli Usa come l’Hearst Tower di New York, il citato viadotto di Millau, la Stazione di Firenze dell’Alta velocità, Masdar City, un’intera nuova “città del post-petrolio” negli Emirati Arabi.
Massimiliano Fuksas
«Il Ponte sullo Stretto? Pensavo fosse stato già fatto visto che a Malmoe hanno costruito il collegamento fra la Danimarca e la Svezia. In tutto il mondo, compreso Singapore, esistono progetti molto più complessi». Queste sono state le dichiarazioni di Massimiliano Fuksas, quando è intervenuto ai microfoni di “L’aria che tira”, il programma televisivo in onda su La7. «Possiamo passare il resto della nostra vita a interrogarsi se farlo o se non farlo, ma il Ponte è necessario per unire l’Italia all’Italia, la Sicilia all’Europa», ha aggiunto il grande architetto romano, classe 1944, anch’egli progettista di un elenco interminabile di opere architettoniche sparse per tutto il mondo. Fuksas, in quell’occasione, ha sollevato un aspetto asu cui si potrebbe discutere, quello della manutenzione: in Italia non figura mai questa parola, poi le infrastrutture crollano. Non è mai previsto un budget per la manutenzione, è un problema enorme. Il Ponte si deve fare, non bisogna dire una parola in più. Non capisco perché impiegare 12-14 ore per andare in Sicilia. Noi abbiamo viadotti, ponti, opere di cemento armato che sono vecchi di 50 anni, è un rischio».
Renzo Piano
«Costruire è una magia, i muri non vanno costruiti, i ponti sì e farlo è bellissimo, è un gesto di pace». Queste le parole di Renzo Piano, il più famoso architetto italiano, che ha progettato opere in tutti i Continenti ma che ha legato il suo nome alla propria amatissima città, Genova, firmando le principali attrazioni architettoniche del capoluogo ligure (il porto storico, il Museo del Mare, il Grande Acquario) e, in ultimo, la ricostruzione di quello che fu il Ponte Morandi, dopo il tragico crollo.
Daniel Libeskind
Infine, Daniel Libeskind, 78 anni, origini polacche, naturalizzato statunitense. Il suo nome è legato al Ponte dello Stretto, perché è lui che ha progettato l’avveniristico Centro direzionale che dovrebbe trasformare radicalmente il destino di una cittadina come Villa San Giovanni, finora nota solo perché schiava, assieme a Messina, del traffico gommato pesante, attraversata, da decenni, da fiumi insopportabili di Tir che passano nel centro abitato. Libeskind è venuto l’anno scorso a Taormina e lì ha fatto è una vera e propria lezione di architettura, di fronte ad una platea di tecnici e non solo. «Molte cose sono cambiate da allora – ha dichiarato, riferendosi proprio al Centro direzionale –, ma questo è un progetto di più ampio respiro». E ha citato Heidegger: «Il filosofo tedesco diceva che un ponte non è solo una congiunzione di un punto A con un punto B, ma è l’essenza dell’umanità. È un’esperienza spirituale, perché include tutte le esperienze spirituali che le persone vivono mentre lo attraversano. Non è solo un segmento, il Ponte, ma tutto ciò che può rappresentare in termini di comunità, è un luogo di incontro e di socializzazione». Tanto in Sicilia quanto in Calabria «gli spazi pubblici devono essere concepiti come l’essenza dello stare insieme, del condividere. Il Ponte non è un luogo di passaggio, ma un luogo da vivere».
50 Commenti
Nick
29/06/2024 13:39
Quello che dicano i signori.ri architetti fa' parte del loro fantasticare,costruzioni futuristiche che restano nel loro pensare che è tutto possibile e che tutto realizzabile a prescindere dove costruire è con quali mezzi o su quale posto ,ma sopratutto non costruirebbe su una faglia o su un vulcano. Capito mi hai.
Ahi
29/06/2024 21:56
Magari con il ponte maggior integrazione è un miglior uso della lingua italiana per tutti
Gaetano sidoti
02/07/2024 18:37
Certo per una capra senza cultura il pensiero dei più grandi architetti e' fantasia. Ma si sa le capre sono più adatte a brucare che a pensare!
ANAXILAS
15/08/2024 02:54
sicuramente eri uno di quelli a lanciare i rotoli di carta igienica .. solo di quella te ne intendi .. essendo una.......
Francesco Cappello
29/06/2024 14:29
Eppure........, perchè non invitarli tutti e 4 a Messina per affidargli la supervisione dell'opera e sopratutto delle infrastrutture connesse? Della riviera e delle colline, direttamente interessate dal ponte?
Francesco Ortu
30/06/2024 19:46
Proposta saggia e pratica
Carlo
29/06/2024 14:43
Dunque Sono architetti,archistar a mezza strada fra filosofi e tecnici Chiaro che dal punto di vista filosofico etc etc il Pontevdeve essere realizzato Ma prima di tutto occorre essere sicuri che sia realizzabile e che non sia un buco senza fondo di spechi
Santi
29/06/2024 14:59
Sembra a questi architetti che il.ponte si materializzi per magia come la pubblicità infannevole del modello che si vede in TV. Glissato sul fatto che per farlo si distrugge lo stretto
Bernardo
30/06/2024 19:05
Non capisco perché di distruggerebbe lo stretto Dal punto di vista paesaggistico? Io penso più per la sua realizzazione che vedo molto difficoltosa ,pericolosa e come dice uno dei 4 architetti serve quantificare gli investimenti prr la manutenzione che in Italia non viene considerata anzi non viene mai eseguita e le opere vanno in malora come il ponte Morandi
Nina
29/06/2024 15:00
Tutta questa poesia sui ponti tiene conto delle macerie che produce?
Alessandro Pini
29/06/2024 15:01
Invece di sentire parlare i politici delle varie fazioni, soprattutto l'opposizione, dovremmo sentire questi personaggi, gli architetti che sono preposti al progetto. Evviva il ponte che creerà un'unione e più fratellanza.
Giancarlo
01/07/2024 11:46
Perché non sentiamo cosa dicono gli ingegneri ed i geologi invece degli architetti?
Vinicio
29/06/2024 15:05
Saranno pure 4 architetti famosi ma quello di cui stanno parlando non è un ponte normale ma sarebbe il ponte sospeso più lungo al Mondo di ben 3.4 km quindi non ha precedenti al Mondo e obbligatoriamente sospeso perché il mare è troppo profondo per aiutarsi con piloni intermedi... auguri!
Angelo
29/06/2024 15:30
Sono estasiato dei commenti favorevoli sul ponte sullo stretto di Messina,dei più grandi architetti viventi,ecco la dimostrazione del fare,un grazie per i loro commenti positivi del Ponte,contro la politica dei NO,viva l'Italia
Rosario Calamara'
29/06/2024 16:08
Cosa si a aspetta ancora a realizzare il ponte????
Mariantonio
30/06/2024 07:24
Prima ci vuole un progetto. Non una montagne di carte generate da ingegneri prezzolati e pagati dai contribuenti tramite una macchina mangiasoldi che è la sdm e non dicono nulla. Anzi gli stessi ingegneri scrivono che il ponte sullo stretto non si può realizzare e balbettare di fronte alle osservazioni di altri ingegneri che non sono contro il ponte ma che sanno leggere le carte illeggibili generate e che non fanno stare in piedi l'opera. Non parliamo delle opere di collegamento che squarceranmo Messina. La filosofia è bella ma non si mangia con la filosofia. In questo caso con sdm magnano tutti
Salvatore
29/06/2024 16:13
Visto che sono favorevoli perché non si impegnano loro per costruirlo prendendosi tutte le responsabilità nel caso in cui non si potesse costruirlo
Franco
29/06/2024 16:19
Bell articolo...avete fatto bene a coinvolgere sull argomento dei grandi architetti di livello planetario..e mi sembra abbiano un filo Comune conduttore...e cioe' o ponti uniscono e...sviluppano..sono esperienze umane di socializzazione anche.Sono favorevole da sempre...da quando si e'.iniziato a parlarne del.progetto..ma.purtroppo...essendo noi in Italia...quello che noto..in realta' e' una deficienza tecnologica...grave!! E' diventato un vessillo politico...sbagliato!! E' utile e basta...va fatto e basta...con serieta' e basta. .
Roberto Paolillo
29/06/2024 16:44
Certo come cattedrale nel deserto sarebbe una grande opera. Se non fosse per la cronica mancanza d’acqua della maggioranza dei paesi siciliani, per le linee ferroviarie e stradali assolutamente inadeguate, per la desertificazione della Sicilia meridionale, per i grossi insediamenti industriali che furono costruiti a danno delle colture arboree e agricole pregiate sin dal tempo dei romani e poi dismesse, per la situazione caotica edilizia e urbanistica dell’isola, per i gravissimi dissesti idrogeologici che interessano troppi nuclei urbani anche abusivi… Sicuramente su una sola grande opera come questa si concentrano tantissime occasioni per fare il “mangiatuchemangioio” cominciate già decenni fa coi primi progetti e studi di fattibilità, piani della sicurezza con centinaia di persone assunte ancor prima di fare il ponte eccetera eccetera. Ma intanto l’isola è SENZ’ACQUA tanto per dire la prima cosa che mi viene in mente. Quindi prima di pensare alle opere faraoniche sarebbe bene che un governo cominciasse a pensare di dare agli abitanti lo stretto indispensabile e non a pensare di far loro uno stretto superfluo
Giuseppe
29/06/2024 17:05
Il ponte è un opera importante ma non verrà mai realizzato e farà contenti il non fare il ponte a chi non vuole il benessere di un aerea sottosviluppati come è Messina e villa San Giovanni mi dispiace per il nome che porta la città calabra,al sud vogliono solo lamentarsi e farsi le valigie per andare a lavorare in Industrie del nord che esistono perché esistono le infrastrutture.
Romano
30/06/2024 12:06
Il ponte esiste ,ha già raggiunto il suo scopo , arma di distrazione di massa .
Lo scorpione ♏
01/07/2024 17:59
E quindi fatto il ponte non ci sarà più il bisogno di emigrare al nord per trovare lavoro! Una sola infrastruttura farà tante altre infrastrutture e ci risolverà tutti i problemi!
Gaetano Coppola
29/06/2024 17:05
Secondo loro il ponte è realizzabile, addirittura esistono opere ancora più complesse, bene. Cosa ne pensano però del progetto esistente e, soprattutto, chi l'ha redatto? Questo manca nella notizia e ritengo che sia fondamentale affinché la notizia sia una buona notizia.
Salvatore
29/06/2024 17:07
Per gli architetti costruire è una sfida, guai se così non fosse, ma costruire un ponte per unire la Sicilia all'Italia e per facilitare i trasporti via gomma non è green, ci sono le navi e co sono tanti porti, non solo Villa san Giovanni e Messina. Investire sui trasporti si che è green e costa sicuramente di meno. Lasciamo da parte le sfide e pensiamo alle cose poco impattanti e realizzabili in tempi brevi.
Ste58
29/06/2024 17:17
Sicuramente mi fido dei miei colleghi architetti e non dei ciarlatani incompetenti mossi da pregiudizi politici!!!! Il ponte si farà e rappresenterà davvero l'inizio della fine della sudditanza dei popoli del sud. Sono orgogliosamente calabrese e contro chi prova ancora a spiegarci che è bene percorrere 3,4 Km in 4 ore.
Carmela
30/06/2024 16:11
Belle parole....ma prima del ponte c'è bisogno soprattutto di linee ferroviarie moderne acquedotti strade e di tutte quelle infrastrutture di un paese civile
Manto
29/06/2024 17:25
E' come chiedere all'oste se ha del buon vino. Come si pensa ragionino persone che hanno sempre costruito edifici? Se questo lo si dovesse chiedere a un letterato, lo paragonerebbe soltanto a un disastro. Dunque dove sta la ragione? Qui si tratterebbe di vedere se alla Sicilia serve veramente un ponte in un frangente tragico che la sta portando invece alla desertificazione. La regione guardi all'ambiente, alla terra che le dà nome, non a una infrastruttura che la condurrebbe soltanto ad essere ancor più degradata.
Francesco Musto
29/06/2024 17:28
Dei quattro, soltanto uno ha sollevato il più importante problema : la manutenzione del ponte ; nessuno, volando alto, ha espresso un giudizio sulla sua fattibilità. Ed è tutto dire....
Nello
29/06/2024 17:40
Ma i quattro luminari non parlano di fattibilità tecnica, il nodo è la realistica realizzazione per superare tutte le problematiche tecno-strutturali esistenti. Argomento non toccato affatto ma solo dichiarazioni sull'utilità di un ponte. L'articolo non affronta affatto il vero problema. Strutturalmente quale è la loro posizione? Grazie arch. Spadaro Sebastiano
Paolo
29/06/2024 19:02
È normale che questi 4 architetti siano favorevoli ed estasiati dall' idea del ponte. Loro sono per la costruzione dato il loro mestiere. Altro è la realizzazione della struttura e tutto ciò che comporta sul territorio. Non hanno speso una parola in merito.
Mario Loiero
29/06/2024 19:29
E come sempre queste menti illustri camminano sui corpi di noi Calabresi con leggerezza imbarazzante. Distruggere il paesaggio, mandare via le persone da casa, espropriare terreni , creare disagi con gli eventuali cantieri e d altro, per loro diventa un fatto normale , tanto quei pezzenti di terroni che cosa vogliono ,o chi si credono di essere?
ANAXILAS
30/06/2024 01:34
PENSIERO VOMITEVOLE
Maurizio
29/06/2024 19:47
Non ho mai letto di un famoso progettista contrario ad una grande opera. Niente di nuovo. Il tema è: considerate le ristrettezze economiche del Paese è più urgente realizzare il #pontesullostretto o acquedotti ,reti fognarie, opere primarie??
Rob
29/06/2024 20:16
Uno dei più grossi problemi alla costruzione di questo ponte è che oer arrivare sul punto di costruzione esistono solo 2 strade a Messina. Se le facciamo percorrere o l una o l altra o emtrambe agli infiniti camion che servono per trasportare il materiale, si paralizza una intera città, senza parlare di tutti gli altri luoghi connessi che serviranno come depositi e discariche "temporanee", vedi i comuni limitrofi che saranno fortemente penalizzati. Se costruiscono prima tutte le altre infrastrutture che serviranno a non creare pesantissimi disagi alla città di Messina, se ne potrebbe anche discutere. Altrimenti si costruirà un ponte in una città che attualmente in crescita, verrà completamente distrutta e paralizzata. (Quale turista verrà a Messina per stare dietro ai camion per strada per visitare la litoranea? Tutti i locali, lidi ed altre attività siamo sicuri che riusciranno ad attutire il colpo per i prossimi 10 anni? Che poi 10 anni sono tutti da vedere visto come vanno le cose qui)...
Giuseppe
29/06/2024 20:29
Non hanno detto altro che quello che avrebbero dovuto dire! In altri paesi sarebbe stato costruito molti anni fa e senza perdere tempo. In Italia tutto è impossibile perché bisogna tutelare gli interessi di pochi che deve prevalere sugli interessi di tutti!
Carmela Maria Cacciola
29/06/2024 21:50
Vivo a Giardini Naxos provincia di Messina, devo dire che ho sempre concepito la città e gli spazi pubblici o sociali, come spazi pubblici da arredare da migliorare nel tempo con le nuove tecnologie moderne, es. L'asfalto di cemento stampato, e arredato in modo artistico soprattutto le aree pubbliche che lo richiedono, i porti, i lungomare. Ho concepito le città lineari , come Giardini Naxos e tutto il litorale della penisola italica con strutture all'avanguardia tipo Singapore, Tokyo, New York, Dubai. Ovviamente, l'unico grattacielo all'avanguardia in Italia, imitato in altre opere internazionali è: il Bosco di Milano. Ma cosa dire del Marina Bay Sands di Singapore o dell' Empire State Building o delle Flame Towers di New York o del St. Mary Axe di Londra del Montevideo Residential Tower di Rotterdam del Grande Arche di Parigi del Burj Khalifa di Dubai o del Mode Gauken Gauken Cocoon Tower di Tokyo o del sogno del mio grattacielo costruito dentro l' acqua a forma di scultura, ossia Gesù che prende in braccio un bambino mentre uno gioca a palla su di un ponte come il bascello costruito sel Marna Bay Sands , sogni di architettura fermati dai vincoli paesaggistici che hanno finito di sottoscrivere il degrado delle strutture in cemento armato che hanno una durata di 100 anni rispetto alla resistenza del ferro e dell'acciaio. Delle opere all'avanguardia del progetto del ponte di Messina che potrebbe segnare un ponte verso un futuro migliore che potrebbe segnare un paese che guarda al futuro dell'Architettura anche in Italia. Che ad oggi si è limitato alla costruzione di opere povere. Rispetto alle opere costruttive delle città all'avanguardia con il reddito procapite più alto per persona. Mi auguro che un giorno anche l' Italia potrà godere di opere all'avanguardia e che il reddito procapite per persona possa essere alto come a Singapore, agli Emirati Arabi, ...
paolo denti
29/06/2024 22:15
Mi chiedo se fra i preoccupati dalla faglia non si trovino per caso i già felici espropriandi. Trovo la loro preoccupazione, causata dalla loro presunzione - il ponte non si farà , NOI NON LO VOGLIAMO - alquanto irritante. Il ponte come ponte però non è tutto, fra le altre opere c'è una metropolitana, anche se non viene chiamata così. Chi conosce Napoli sa che non ha una metropolita, ma qualcosa del genere di quello che si farebbe a Messina e ho constatato usandola quanto è comoda e importante per il traffico.
Roberto
29/06/2024 22:23
Non sono un'"archistar", sono un normale, semplice architetto non più giovanissimo con una discreta esperienza. Mi meravigliano, e non poco, questi commenti, facendomi persino arrivare a pensare che non siano, come dire (non me ne vogliate), "discorsi completi", nel senso che siano stati estrapolati da un contesto più ampio. I miei insigni maestri (e posso assicurarvi che ho avuto alcuni tra i migliori docenti italiani, con i migliori risultati) mi hanno insegnato a considerare qualsiasi progetto guardando la totalità delle problematiche, non solo tecniche (e qui c'è ne sono in abbondanza) ma, soprattutto, quelle legate all' ambiente, alle criticità del contesto in cui deve inserirsi qualsiasi manufatto ed a quelle cui andranno incontro sia le persone interessate dai cantieri. Per non parlare dell'ambiente, cui sembra non importare molto ai progettisti. Per tornare agli "esìmi pareri" spero proprio siano stati resi distrattamente: sarebbe una delusione troppo forte per la mia categoria.
Lauro
02/07/2024 12:26
Vorrei porgergli una domanda tecnica sui piloni che sorreggono i ponti autostradali in Italia. Si potrebbero rivestire in modo da farli resistere nel tempo acciocché allungare la loro durata nel tempo? Se si gradirei ricevere una sua gradita risposta. Grazie!
Paolo Stabile
29/06/2024 22:46
Senza nulla togliere alla competenza ed alla benedizione nota capacità dei tecnici coinvolti, spiace però che ad esprimere un parere, non meno edotto e qualificato, non siano chiamati anche geologi e vulcanologi. Magari potrebbero far sentire una campanella un po' diversa e proporre soluzioni diverse ed alternative...
Toti
29/06/2024 23:24
Sono basito per le assurde e fantasiose argomentazioni di costoro che, per "fama" sarebbero considerati tra i migliori architetti mondiali! Intanto affermare che "filosoficamente" il ponte vada fatto mi sembra davvero il parto di una mente folle! Che poi altri "arkitetti di fama monTiale" portino come esempio da imitare viadotti (su terraferma) o ponti (che chiamerei meglio "strade" sul mare) con numerosi piloni visto che sono costruiti su fondali profondi poche decine di metri, mi fa davvero credere che questi personaggi non sappiano letteralmente di cosa stiano parlando! COMPLIMENTI VIVISSIMI!
Massimo
30/06/2024 07:52
Siamo nel 2024 il ponte sullo stretto va' fatto lo dobbiamo fare per i nostri figli e nipoti per il futuro dell'Europa per fermare l'inquinamento basta questi traghetti che vanno e vengono basta code sui moli si deve attraversare l'Italia in lungo e largo e nel più breve tempo possibile il resto solo chiacchiere e paranoie della sinistra malata drogata di protagonismo.
Giuseppe Iodice
30/06/2024 08:06
Secondo me le interviste sono state "estorte" davanti ad un caffè in mattinate calde e afose come quelle di questi ultimi giorni. Il giornalista ha fatto il suo mestiere e cioè quello di fare "scandalo" purché se ne parli. I grandi archistar erano ancora tra veglia e sonno è hanno detto quello che potevano dire in quelle condizioni. La sostanza è che il tutto non ha senso e significato. E noi cittadini siamo o dovremmo affenderci per come veniamo trattati in questo deplorevole modo. Poveri noi e povera Italia
Niku
30/06/2024 09:21
Il ponte, in un modo o nell'altro, si farà con buona pace di chi rema contro. Con un enorme spreco di fondi e risorse merito della gestione politica delle grandi opere in Italia, certo, ma si farà. Chissà, magari economicamente contribuirà anche Jeff, dato che, diversamente, Amazon non consegna parte dei suoi prodotti in Sicilia! ;-)
Aldo Intelisano
30/06/2024 09:45
Che i 4 architetti siano favorevoli alla costruzione del ponte mi sembra normale. Certo, se studiassero a fondo le problematiche connesse, perlomeno direbbero che hanno fatto bene sia le commissioni VAS che la società progettista a differire la prevista data di inzio dei lavori, pomposamente annunciata da Salvini e dai suoi gabbellotti locali.
DOMENICO ARIGO'
30/06/2024 09:49
Parole sagge, di Professionisti, no ciarlatani legati a filo doppio ai partiti politici. DIO ci salvi dagli ignoranti. Le Grandi Opere fanno Grande una Nazione. Se il Ponte sullo Stretto doveva essere realizzato al Nord, già aveva un secolo che era costruito.
Carmela Maria Cacciola
30/06/2024 10:28
Sono favorevole alla costruzione del ponte di Messina, sarebbe un ponte che ci proietta nell'architettura all'avanguardia di cui la penisola italica ha bisogno, Milano sembrerebbe l'unica città ad oggi che prevede costruzioni all'avanguardia di alta tecnologia come i grattacieli, pare ne siano previsti 15 di opere per il 2024.
Bruno Palazzo
30/06/2024 10:47
I pareri di questi grandi architetti non rilevano sul tema del ponte sullo Stretto di Messina. Infatti nulla è stato detto sulla fattibilità dell’opera e sugli enormi rischi che il nostro Paese si accolla. Gli architetti, inoltre, non sono abilitati alla progettazione di tali opere se non avvalendosi di esperti ingegneri strutturisti. Le insidie possibili sono tante. Ad esempio il ponte pedonale Millenium Bridge sul Tamigi di soli 325 m non 3300m come quello di Messina (progetto Lord Norman Foster e Ove Arup per l’Ingegneria) durante l’inaugurazione con la presenza della Regina Elisabetta e sotto il passaggio del corteo inaugurale ha avuto imprevisti e pericolose oscillazioni tali da chiuderlo immediatamente per poi consolidarlo ( i filmati dell’evento erano in rete).
Paolo Denti
30/06/2024 10:57
Sul ponte è dunque in corso il dibattito. Parecchi trovano il coraggio di dire no. Sia pure. Ma tanti non vorrebbero neppure il doppio binario tra Messina e Catania e i lavori per la fibra ottica sono stati malvisti, dunque condotti in gran fretta e alla men peggio. I messinesi non sembrano amare i loro figli, che vadano pure via... Messina, senza bisogno della faglia, ha un grandissimo futuro turistico, quello di poter diventare la più grande città moderna fantasma del mondo!
Marco
30/06/2024 14:38
Fuksas.... sarà bene che ne stia alla larga visto che il suddetto ArchiPD, non ne finisce una.... E di esempi ce ne sono da nord a sud...
Daniela
30/06/2024 14:48
Penso che sia logico ed anche prevedibile che questi architetti sono favorevoli al ponte. Ma probabilmente non conoscono che l'italia debba fare troppi conti. Mancano infinfrastrutture essenziali che sono una priorità.. poi ma poi il ponte
Sara
30/06/2024 15:13
C' é chi é favorevole e chi contrari alla costruzione del ponte sullo stretto. Io da persona ignorante in materia di ponti dico: per me sarebbe meglio destinare quei denari, anziché al ponte sullo stretto, alla Sanità, alla scuola, alla Ricerca Scientifica...
Gianluca
30/06/2024 15:41
4 illustri architetti che paragonano un ponte, che fa guadagnare da anni gli amici degli amici (senza che sia stata messa giù la prima pietra) , a progetti realizzati in nord Europa...dove non si ruba come da noi...
Marco
30/06/2024 16:15
In pratica leggendo questi commenti non si evince affatto che i quattro grandi uomini siano favorevoli al Ponte, ma solo che sono favorevoli alle unioni metaforiche dei popoli. Calato nella realtà, l'idea del ponte è campata (sic ) in aria , a cominciare da un progetto vecchio e non più valido. Il luogo non si presta per motivazioni ben note, ma sottaciute, di natura economica, tecnica, ambientale, sismica. È sproporzionata rispetto alle necessità, offensiva rispetto ai veri e urgenti problemi del Sud, sprezzante nei confronti dei cittadini delle due sponde, infine: inutile o non prioritario, e lo sapete. Ma la Gazzetta ha il suo daffare a promuovere questa opera di pura retorica, addirittura chiedendo un parere a illustri studiosi con la stucchevole domanda : che ne pensate voi di una grande e moderna infrastruttura ????
Luisa
30/06/2024 22:26
É vero il ponte è simbolo di unione di civiltà, culture e, se vogliamo essere poco romantici, incrementa l'economia, il turismo, velocizza i trasporti. Ma negli esempi citati da questi famosi e bravi architetti, manca la conoscenza delle strutture fatiscenti o inesistenti siciliane e Calabresi! Ritengo che prima di fare il ponte bisognerebbe lavorare sulla statale 106, sulle reti ferroviarie a binario unico, cito la Reggio Calabria /Taranto, oppure creare strade migliori nell'entroterra siciliano. I ponti uniscono ma per arrivare al ponte è necessario avere buone strade e ferrovie che ti ci portano.
Luca
01/07/2024 00:57
Non vivo in quelle terre, ma sono appassionato di sismologia; il Messinese ed il Reggino sono terre con un rischio sismico molto elevato. Il terremoto del 1908 e' stato il piu" violento avvenuto nel territorio italiano da piu' di mille anni. Ora, un'opera del genere dovrebbe "reggere" ad una magnitudo ancora piu' elevata di 7 gradi Richter...un'enormita'; il rischio non riguarda solo la struttura sospesa del ponte, ma anche il suo ancoraggio in terra. Si pensi che sismi di quella intensita' possono spostare/sollevare il terreno anche di metri. Sono dubbioso che un'opera del genere, ancorche' stravolgera' il territorio sul quale verrebbe edificato, non possa subire gravi/irreparabili danni da un non auspicabile, ma purtroppo possibile, evento sismico
Gius
01/07/2024 09:57
Non dicono Nulla di concreto sul ponte tranne l'ultimo che ha interesse a farlo. Scruivono che servono 12-24 ore per attraversare lo stretto. Forse sì confondono con le 14 ore di treno per andare da Ragusa a Trapani in una unica corsa giornaliera
Lo scorpione ♏
01/07/2024 18:23
Questi 4 magnifici archistar al quale affiderei al massimo una via cittadina, come possono surclassare il parere di geologi, ingegneri, ma anche semplici geometri! L' architetto serve esclusivamente per un ulteriore intervento di abbellimento, uno stile diverso, ma su un appartamento una via /piazza cittadina e non certo per un ponte L' unica spiegazione plausibile sta nel fatto che questi 4 luminari sono stati chiamati e/o interpellati (e forse anche pagati) da quel genio del ministro Salvini per dimostrare a chi continua ad abboccare all' amo che la sua creatura è un' ottima realizzazione che lo farà mangiare a più non posso! Giusto per utilizzare uno slogan rigirato in tutte le salse e occasioni dal quel genio di Salvini "PRIMA LE INFRASTRUTTURE PRIMARIE E NECESSARIE, POI IL PONTE SULLO STRETTO"
Renato
01/07/2024 19:30
Penoso leggere le note critiche di tanti pinco pallini ai pareri dei quattro grandi architetti. Ma per favore...
Carmela Maria Cacciola
02/07/2024 00:24
Davanti a me i commenti e le opere di quattro grandi architetti: Piano, Fuksas, Foster, Libeaking, ne aggiungo un terzo che è nella mia testa di idea di progetto del ponte che potrebbe essere incastonato nell'idea costruttiva della città del leone soprannominata la piccola:" the Little Red Dot " il puntino rosso dello stretto di Messina potrebbe essere il progetto di Mosche Safdie , una loro collaborazione per la progettazione di diversi Hotel e casinò sullo stretto come l'idea del Marina Bay Sands che ricopre una superficie di circa 929.000 m² , la superficie dello stretto e di 3,300 Km penso che il ponte che avrebbe dei piloni di circa trecento e oltre metri di profondità su una profondità di 250 m si sarebbe potuto ricorrere alla collaborazione dei grandi architetti costruttori di grattacieli per poter procedere alla realizzazione di una schiera di grattacieli lineari nello stretto attraversati dal ponte internamente e sovrastato da un bascello di transito per spostamenti e mezzi di tipo pedonali come monopattini, bici elettriche pattini ... Piloni di trecento metri che sorreggono le torri dei grattacieli attraversate internamente dal ponte che verrebbe protetto dalle correnti e dai vanti , ovviamente i piani abitativi dovrebbero prevedere le eventuali calamità naturali come i maremoti causati dai terremoti ed eventuale sollevamento delle acque marine, tutto sarebbe potuto essere l'inizio di un progetto di collaborazione tecnologica ambiziosa che avrebbe visto la città di Messina come città all'avanguardia come Singapore, New York, Tokyo, Dubai e tante altre città, forse se i grandi finanziatori investissero anche in Italia, il reddito procapite per persona potrebbe aumentare come nella città leone che il suo PIL pro capite è altissimo, e forse i nostri indicatori economici potrebbero migliorare con la presenza di strutture all'avanguardia, gli hotel, i centri commerciali i casinò, le sale gioco e altri servizi dello stretto di Messina. Facendo emergere nuovi progetti che potrebbero estendersi in tutta la costa jonica. Così vedo la tecnologia di avanguardista futura della penisola italica, progetti che potrebbero vedere collaborare i grandi architetti e finanziatori mondiali.
Silvio Brioschi
02/07/2024 06:50
Come ha detto Massimiliano Fuksas, "Noi abbiamo viadotti, ponti, opere di cemento armato che sono vecchi di 50 anni, è un rischio". Non credete che sarebbe meglio evitare un tragedia come quella del ponte Morandi?
Luca
03/07/2024 20:25
Il ponte non sarebbe una gran priorità, ma deve essere fato.