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Ponte sullo Stretto di Messina, Barbagallo: "La promessa di Salvini in ritardo di 2 anni"

«Il Ponte sullo Stretto di Messina è un miraggio e le promesse del ministro Salvini si sciolgono come neve al sole. E’ finita la campagna elettorale e, puntualmente, anche gli annunci - propagandistici - sull'avvio di inizio lavori prima a giugno e poi a luglio di quest’estate vengono smentiti in un incontro pubblico a Messina, dal direttore tecnico dei lavori del Ponte sullo Stretto. L’ingegnere Valerio Mele, infatti, nel corso di un incontro in commissione Ponte del comune di Messina, ha confermato che il progetto esecutivo del ponte sullo Stretto non potrà essere redatto prima della fine del prossimo anno e quindi subirà un ritardo di circa due anni: un anno e mezzo di differenza, sulla tabella di marcia che non consentirà di rispettare le ipotesi iniziali che prevedevano l’inizio dei lavori nel corso dell’estate 2024 e la probabile fine entro dicembre 2032».

Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia e capogruppo PD in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo. Che sull'argomento ha presentato una interrogazione urgente rivolta al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. «Più si va avanti e più il progetto perde pezzi - prosegue - in termini non solo di credibilità ma di reale fattibilità. Lo scetticismo nasce anche dalle controdeduzioni della Commissione VIA - VAS, del CIPESS, e da ciò che diranno i tecnici dello Stretto in seguito alle analisi richieste dal ministero per l’Ambiente. Alla luce dei fatti esposti - conclude - riteniamo opportuno che il ministro venga a riferire sulle evidenti criticità che stanno emergendo e sulla reale fattibilità del progetto»

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3 Commenti

Mario Loiero

24/06/2024 21:32

Fi nalmente qualcuno sta scoprendo le bugie dell' azzeccagarbugli padano.

Peppe

26/06/2024 18:35

Due anni, credo che per il ponte si interesserà il nipote.

enrico

27/06/2024 17:32

Il ponte ha senso se non c'è casello per non creare rallentamenti nei giorni da bollino rosso e soprattutto se è gratuito il passaggio, se a guadagnarci è lo Stato che senso ha?? meglio allora che continui a guadagnarci l'azienda "caronte e turist" che da da vivere a molte famiglie. Inoltre ancge per le aziende della sicilia sarebbe un respiro esportare i prodotti senza il pizzo sul ponte.

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