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INDAGINE

Barcellona, finanziere in carcere: è accusato di estorsione alla madre di un tossicodipendente

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Ordinanza del gip nei confronti del brigadiere capo Giuseppe Sottile, in servizio a Reggio Calabria
Messina, Cronaca
Il tribunale di Barcellona

Arrestato dai carabinieri, all’alba di ieri, nella sua casa di Milazzo, perché accusato di estorsione aggravata, un sottufficiale della Guardia di finanza in servizio a Reggio Calabria. Si tratta del brigadiere capo Giuseppe Sottile, 51 anni, per il quale su richiesta del sostituto procuratore di Barcellona Carlo Bray che ha ereditato l’indagine dal pubblico ministero Matteo De Micheli, il gip del Tribunale di Barcellona Giuseppe Sidoti ha emesso nei confronti del finanziere indagato una ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il militare delle Fiamme gialle, per portare a termine l’estorsione nei confronti della madre di un tossicodipendente, avrebbe agito in concorso con il calabrese Emanuele Laganà, che avrebbe svolto le funzioni di emissario. L’estorsione avvenne mediante minacce consistite nel proferire alla vittima, una donna di 79 anni, frasi minatorie nei confronti del figlio che la donna voleva salvare. Vittima che sarebbe stata costretta a consegnare 12.000 euro, piombando in uno stato di apprensione per raccogliere la somma pretesa, con conseguente danno per l’anziana signora la quale aveva temporaneamente nascosto il denaro al fine di evitare che il figlio lo utilizzasse per acquistare sostanza stupefacente.

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