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IL CASO

Capo d'Orlando, ai domiciliari un docente accusato di pedopornografia minorile

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Misura cautelare a carico di un insegnante di un paese dell’hinterland. Avrebbe tentato di adescare un’alunna con messaggi su Whatsapp

Si trova agli arresti domiciliari, da giovedì pomeriggio quando gli è stato notificato il provvedimento, una ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Patti, un insegnante ultracinquantenne residente in un comune dei Nebrodi, docente in un istituto dell’hinterland, che ora è accusato di pedopornografia minorile e adescamento di minori ai danni di una studentessa d’età inferiore ai quattordici anni dello stesso istituto. L’arresto è stato eseguito dagli agenti della squadra investigativa del Commissariato di polizia di Capo d’Orlando, che hanno condotto le indagini sotto la guida del dirigente, il vice questore aggiunto Carmelo Nicola Alioto.

Infatti giovedì pomeriggio 8 settembre un’auto civetta del Commissariato paladino, a sirene spiegate, ha fatto ingresso negli uffici di via Piave intorno alle ore 16 e, dopo circa mezzora dedicata alle prassi di rito, sempre a sirene spiegate, ha condotto il docente ai domiciliari nel suo centro di residenza. Nel corso delle delicatissime indagini della polizia, che sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina in considerazione della tipologia di reato, è stato ricostruito il rapporto che l’insegnante avrebbe avuto con la studentessa e che, ben presto, sarebbe sfociato in messaggi, video e audio, inviati attraverso il social whatsapp. Pare che il docente abbia anche avanzato richieste di incontri reali, attraverso gli stessi messaggi, alla giovanissima ragazza, oltre che richiedere l’invio di fotografie intime o particolari.
Non per nulla gli agenti hanno posto sotto sequestro il telefonino dell’insegnante dove potrebbero esserci le prove a caposaldo dell’accusa. Ovviamente, con l’ ausilio del suo legale di fiducia, il docente avrà adesso tutte le possibilità concesse dalla legge, sin dall’interrogatorio di garanzia, di difendersi dalle pesanti accuse mosse.

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