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IL CASO

Spadafora, tre ipotesi allo studio per collocare i 50 cani che vivono in un terrazzo

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La rumorosa vicenda dei cinquanta cani nel terrazzo del condominio di Spadafora potrebbe finalmente trovare una svolta. Gli animali, custoditi e gestiti dalla signora Maria Coiro, potrebbero trovare presto un rifugio. Così come ha rassicurato l'ingegnere Nino Barberi – che si era reso promotore di una raccolta di fondi per acquistare un terreno e renderlo dimora dei cani – si intravedono nuove possibilità di sistemazione. In particolare, in questo momento Barberi sta dialogando con i vari Enti e ha anche proposto di individuare un territorio confiscato alla mafia per non gravare sulla collettività a livello di costi. Un’altra opzione sarebbe acquistare un terreno di 10 o 15mila metri quadrati pianeggiante e distante almeno 500 metri dal centro abitato. In atto c'è anche un'interlocuzione con il consorzio Tirreno Ecosviluppo, con sede a Venetico, e in questo contesto l'architetto Pippo Cutrozzolà aveva realizzato in passato un progetto per la realizzazione di un canile. Per quanto riguarda la risoluzione del problema di Maria nell'immediatezza, l'ingegnere sottolinea di aver ricevuto la disponibilità da parte di molti cittadini e imprenditori a offrire un contributo per l'individuazione di un terreno (anche in affitto).

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