Domenica, 05 Dicembre 2021
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IL PROVVEDIMENTO

Messina, esercitavano la professione anche fuori dall'ospedale: tre medici sospesi. I NOMI

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I carabinieri della Compagnia Messina Sud hanno eseguito un’ordinanza del gip Tiziana Leanza di sospensione dall’esercizio della professione sanitaria, nei confronti di tre medici ritenuti responsabili, a vario titolo, in un arco di tempo che va dal 2017 fino ai nostri giorni, di peculato e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. Le indagini dei militari hanno accertato che l’ex primario dell’Uoc di Neurochirurgia dell’ospedale Papardo, il dott. Francesco Salpietro (l’attuale dirigente medico di Neurochirurgia del Papardo è completamente estraneo ai fatti, come precisato tra l’altro dallo stesso nosocomio in relazione al comunicato diffuso dagli inquirenti, n.d.r.) e il dirigente medico Concetta Alafaci dell’Uoc di Neurochirurgia del Policlinico Universitario “G. Martino”, avrebbero violato la normativa in materia di attività libero professionale intramuraria. Questo attraverso l’espletazione di visite specialistiche, sia negli studi interni dei rispettivi ospedali che in laboratori esterni a Canicattì ed Agrigento.
Entrambi - secondo la ricostruzione degli inquirenti -, richiedevano e ricevevano per le stesse visite pagamenti in contanti, omettendo di rilasciare ricevuta e senza versare all’azienda sanitaria la percentuale dovuta in base al rapporto di esclusività d’impiego con la struttura pubblica. d’appartenenza. Sono stati sospesi per un anno.
Le indagini della Procura hanno coinvolto anche il primario dell’Uoc di Neurochirurgia del Policlinico, il dott. Antonino Germanò, che è destinatario della sospensione dall’esercizio della professione sanitaria per sei mesi. Quest’ultimo con l’ausilio di un’infermiera - Filomena Turchi, che risulta iscritta nel registro degli indagati ma non ha avuto a suo carico alcuni misura restrittiva -, attraverso l’utilizzo del sistema informatico ospedaliero, avrebbe incrementato la propria percentuale di visite ambulatoriali, in realtà mai effettuate, al fine di continuare a percepire un’indennità economica subordinata alla parità tra attività istituzionale e attività intramuraria. La Procura aveva richiesto per i tre medici la misura degli arresti domiciliari e per l’infermiera la misura interdittiva della sospensione, il gip Leanza ho optato per una misura meno afflittiva solo per i tre medici.

La precisazione dell'A.O. Papardo

“In riferimento all’articolo sulle indagini che ipotizzano i reati di peculato e falso ideologico a carico di alcuni medici (pubblicato in data 28/10/2021) si specifica che nessuno degli indagati risulta a oggi dipendente dell’A.O. Papardo o convenzionato con essa. Nella Unità Semplice Dipartimentale di Neurochirurgia non risultano pertanto in atto dipendenti dell’azienda o convenzionati con essa sottoposti a indagini giudiziarie.”

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