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Telenovela stadio "F. Scoglio": il Comune non aggiudica la gara. "Chiarimenti Fc Messina non idonei"

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Il rup Salvatore De Francesco, dopo le valutazioni dello studio Vermiglio e le integrazioni richieste al club giallorosso, ha firmato la determina che, per ora, chiude la vicenda

Si chiude, almeno dal punto di vista burocratico-amministrativo, la telenovela stadio "Scoglio". E si chiude con la determina firmata ieri dal Responsabile unico del procedimento, il dirigente allo Sport di Palazzo Zanca, Salvatore De Francesco, che di fatto chiude le porte dello stadio all’Fc Messina.
Nella determina si legge che “a seguito della verifica della proposta di aggiudicazione della gara” e “valutate le relazioni della consulenza” affidata nelle scorse settimane al prof. Francesco Vermiglio, il Rup ha deciso di “procedere alla non aggiudicazione della gara per l’affidamento della concessione in gestione dell’Impianto Sportivo “Stadio F. Scoglio” del Comune di Messina in favore della società FC Club Messina”.

Dopo la prima relazione del consulente Vermiglio, chiamato in causa dal Comune, erano stati chiesti chiarimenti e integrazioni all’Fc Messina, trasmessi dalla società di Rocco Arena tra il 31 maggio e il 7 giugno. Il 17 giugno lo stesso Vermiglio ha consegnato una seconda relazione. Quindi la decisione del Rup secondo cui i chiarimenti forniti dalla società Fc Messina non sono risultati idonei a chiarire le criticità del Piano Economico Finanziario posto a base dell’offerta e rappresentate dalla stazione appaltante.

Per il Rup “non sussistono elementi per le valutazioni sui concreti profili organizzativi patrimoniali e finanziari dell’iniziativa in un così considerevole periodo temporale (99 anni, ndr), e pertanto non è possibile la conseguente identificazione e valutazione, doverosa per il bene pubblico oggetto di intervento, degli specifici rischi connessi alla costruzione dell’opera ed alla gestione del servizio oggetto della concessione”. Quindi, “pur tenendo in debita considerazione i chiarimenti e riscontri dalla società prodotti nella fase successiva alla proposta di aggiudicazione, non si ravvisano elementi tali da garantire l’interesse pubblico sottostante alla procedura di gara (concessione di gestione impianto sportivo)”.

Tra i nodi cruciali, il fatto che “il programma di investimento proposto dalla Società offerente (investimenti prevalentemente concentrati nei primi tre anni) non è poi sostenibile ove rapportato alla capacità patrimoniale della società offerente”. Da qui la decisione finale.

Cosa succederà adesso? Il dirigente del Comune lo scrive in determina: “Il verbale che contiene la proposta di aggiudicazione risulta essere impegnativo unicamente nei confronti dell’impresa aggiudicataria e non anche verso la stazione appaltante, la quale, dopo tale fase, deve svolgere ulteriori valutazioni”. Ma c’è da giurare che adesso inizierà tutta un’altra partita.

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