Martedì, 22 Giugno 2021
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L'ATTACCO

Abilitazione professione forense, denuncia di Fratelli d'Italia: "Inaccettabile violazione della privacy"

Messina, Cronaca
Ciccio Rizzo (Fratelli d'Italia) – 1793 voti

Esame di abilitazione alla professione forense e caos. A denunciarlo l'avv. Francesco Rizzo, componente dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia; l'avv. Piero Adamo, Presidente del Circolo “dello Stretto” di Fratelli d’Italia; l'avv. Dario Carbone, vice presidente del Circolo “dello Stretto” di Fratelli d’Italia; dott. Andrea Fiore, Coordinatore di Gioventù Nazionale – Città Metropolitana di Messina che segnalano "la situazione paradossale che sta avendo luogo in queste ore con riferimento all’esame di abilitazione alla professione forense. Da ieri sera infatti migliaia di giovani colleghi - già destinatari della convocazione presso i locali della propria Corte d’Appello per lo svolgimento del primo esame orale - accedendo alla propria area personale hanno visualizzato la pagina personale e le comunicazioni riferite ad altri candidati, appartenenti ad altre Corti d’Appello, venendo a conoscenza di dati personali come indirizzo mail, numero di telefono, codice fiscale e residenza, il tutto in spregio palese alla normativa relativa al diritto alla privacy ed alla tutela dei dati sensibili. Non è accettabile che il sistema informatico di un Dicastero vada in tilt provocando la fuga di dati personali di migliaia di giovani colleghi. Abbiamo prontamente informato il collega on.le Andrea Delmastro delle Vedove che ha immediatamente predisposto una interrogazione parlamentare a risposta scritta all’On.le Marta Cartabia, Ministro della Giustizia”. “I giovani colleghi che dovranno sostenere l’esame di abilitazione alla professione forense continuano ad essere bistrattati e presi in giro dopo mesi di rinvii, comunicazioni tardive e disorganizzazione. Riteniamo che i praticanti avvocati meritino rispetto ed è per questo che abbiamo richiesto anche alle Istituzioni Forensi una netta presa di posizione ed un intervento a tutela della classe forense che verrà” concludono Carbone e Fiore.

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