Venerdì, 20 Settembre 2019
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CLAN SANTAPAOLA-ERCOLANO

Inchiesta "Beta 2" a Messina, giudizio a marzo per chi ha scelto l'abbreviato

di
beta 2, giudizio a marzo, rito abbreviato, Antonio Lipari, Giuseppe La Scala, Maurizio Romeo, Salvatore Lipari, Salvatore Parlato, Messina, Sicilia, Cronaca
tribunale messina

Fissata la data dell’udienza preliminare dell’operazione antimafia “Beta 2”. Il prossimo 14 marzo saranno giudicati dal gup Monica Marino i cinque imputati che hanno optato per il rito abbreviato: i fratelli Antonio e Salvatore Lipari, di 41 e 44 anni; Giuseppe La Scala, 51 anni; Maurizio Romeo, 37 anni; Salvatore Parlato, 63 anni. Nel procedimento penale risulta parte offesa il sindaco pro tempore del Comune di Messina.

Nei confronti dei cinque imputati e di Giovanni Marano, Michele Spina e Ivan Soraci i sostituti della Dda Liliana Todaro, Maria Pellegrino e Fabrizio Monaco, con il collega della Procura ordinaria Antonio Carchietti, avevano chiesto di procedere con il giudizio immediato. Istanza accolta dal gip Salvatore Mastroeni, il magistrato che a suo tempo aveva siglato l’ordinanza di custodia cautelare. Marano e Soraci hanno invece scelto il rito abbreviato.

L’indagine “Beta 2” è la naturale prosecuzione dell’inchiesta con cui i carabinieri hanno dato una spallata alla costola messinese di Cosa nostra etnea, guidata in città dalla famiglia Romeo. «Un gruppo criminale di stampo mafioso – ha sottolineato il gip Mastroeni –, riconducibile allo storico clan catanese Santapaola-Ercolano», all'interno del quale hanno «assunto un ruolo di primo piano» Romeo Vincenzo e i suoi più stretti familiari».

L'attività investigativa, avviata nel 2017, ha confermato l’immagine di «un’entità criminale capace di proiettare i propri interessi in diversi settori dell’imprenditoria, che non si è limitata a sfruttare parassitariamente, ma che ha pesantemente infiltrato e finanziato». Il tutto, ancora una volta, grazie alla particolare capacità d’interlocuzione con professionisti e ambienti istituzionali, «in un percorso trasversale in cui il ricorso alla violenza è rimasto sullo sfondo».

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