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Messina: le promesse, il passaggio a vuoto, la salvezza. Ecco cosa può accadere

Il deferimento dovrebbe essere formalizzato in un paio di settimane, più avanti la sentenza. Il 20 febbraio scade anche il termine per il versamento della prima rata d'acquisto dell'80% delle quote da un milione e 250 mila euro: e in caso di ulteriore inadempienza? Squadra e dirigenza meritano sostegno, per credere ancora nel miracolo ma anche solo per finire con dignità

Sembrava essere tornata la serenità in casa Messina, con i riflettori puntati esclusivamente sul campo. La squadra stava crescendo in termini di risultati, l'ambiente si era ricompattato con l'obiettivo della salvezza. Eppure, nel giro di poco più di un mese, tutto sembra essere tornato al punto di partenza: un nuovo scivolone societario porterà a una penalizzazione in classifica, che potrebbe variare tra i 3 e i 6 punti. Nel frattempo, la dirigenza si è attivata per limitare al massimo i danni, cercando di saldare, seppur in ritardo, quanto dovuto. L'entità della penalizzazione e la sua formalizzazione dovrebbero essere rese note entro un paio di settimane. Guardando al passato, per la scadenza del 16 dicembre, i deferimenti arrivarono il 31 dicembre e la sentenza fu emessa il 28 gennaio.

Al di là degli aspetti tecnici, resta il colpo durissimo e tanti interrogativi su come si sia potuti arrivare a questo punto. Soprattutto considerando che gli stipendi del trimestre novembre-gennaio sono stati regolarmente pagati con i fondi disponibili, mentre la parte contributiva ha subito un blocco. Questo solleva dubbi anche sulla reale solidità del gruppo subentrato, che entro il 20 febbraio dovrebbe versare la prima tranche d'acquisto pari a un milione e 250 mila euro al socio di minoranza Pietro Sciotto. Restano, inoltre, incertezze sulle reali intenzioni di quest'ultimo, ancora parte della società ma rimasto immobile nelle ultime ore, mentre si consumava un epilogo paradossale. Sciotto, più volte, aveva garantito sulla solidità del nuovo gruppo dirigente. Se il buongiorno si vede dal mattino...

Le incongruenze sono molte. Se il nuovo acquirente, destinato a diventare titolare dell'80% delle quote, risultasse inadempiente anche nel pagamento di domani, cosa accadrà? Nonostante la firma di un atto notarile, non si tratterebbe di un passaggio automatico: il vecchio proprietario non tornerebbe immediatamente in possesso delle quote. Una risposta potrebbe arrivare dagli organi federali, Figc e Covisoc, chiamati a dare il via libera al cambio di proprietà in ambito sportivo. Un'eventuale bocciatura invaliderebbe l'accordo firmato a inizio anno, aprendo la strada a possibili contenziosi legali.

La situazione è tutt'altro che semplice. Nel frattempo, circolano voci su un ipotetico "comitato di salvataggio" locale. Intanto, questa mattina la squadra si è allenata regolarmente agli ordini di mister Simone Banchieri, preparando la sfida di lunedì contro il Trapani. Se fuori dal campo regna la delusione, dentro c'è ancora fame di vittoria. Il gruppo, guidato dal direttore sportivo Domenico Roma, ha dato il massimo e non intende arrendersi. Merita sostegno per continuare a credere in un miracolo sportivo, anche alla luce dei 4 punti conquistati in 4 partite, contro avversari ostici, sotto la nuova gestione. La squadra sembra in crescita costante e si spera che la tifoseria organizzata, che si riunirà a breve per decidere una posizione ufficiale, non la abbandoni.

Il presidente Stefano Alaimo, presente e visibilmente amareggiato, parlerà domani alla stampa. Crederci è umano e ragionevole, vista l'energia investita nelle ultime settimane, ma ciò non lo esenta da responsabilità, così come tutti coloro che hanno garantito, promesso e parlato a nome della società. Un progetto partito con il piede sbagliato ha nuovamente gettato la piazza nello sconforto e nel caos, allontanandola dal calcio giocato. Gol, moduli e strategie dovrebbero essere i protagonisti, ma a Messina, per ora, si parla solo di problemi societari.

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