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Messina, tanti nodi e tutti in sospeso

Ogni decisione, da Modica al ds, legata al cambio di proprietà. Tra speranze e scetticismo

È iniziata una settimana delicatissima in casa Messina, con la squadra che dopo il pesante ko interno subito dal Foggia, deve sintonizzarsi sulla trasferta più lontana della stagione, quella di Biella contro la Juventus Next Gen. La formazione bianconera sbancando Cava de’ Tirreni si è portata a -2 dai giallorossi, a testimonianza di quanto sia importante anche questo scontro diretto, un’altra sorta di playout anticipato così com’è stato quello di Torre del Greco e l’ultimo interno perso coi Satanelli.
Preoccupa il rendimento dei peloritani ma soprattutto tutto ciò che sta succedendo fuori dal campo, il clima di totale scollamento, la confusione legata all’atteso di cambio di proprietà, il silenzio che sta caratterizzando le ultime settimane, il vuoto nella struttura operativa della società, l’assenza totale di prospettive future.
Sono tanti i nodi intrecciati. A cominciare da quello legato al tecnico Giacomo Modica. Sotto i riflettori inevitabilmente per il rendimento di una squadra sulla quale c’è forte la sua mano nelle scelte. D’altronde basti guardare alle altre altre compagini che lottano per la salvezza: praticamente tutte hanno cambiato guida tecnica, tranne il Messina. Non pare intenzionato a dimettersi Modica, come aveva fatto dopo il pari interno con la Casertana in segno di protesta contro le decisioni arbitrali, ma allo stesso tempo non c’è una figura che in questo momento risulti in grado di prendere una decisione cruciale come un esonero. Licenziamento che, peraltro, permetterebbe al tecnico di accasarsi altrove. Allora, appunto, tutto resta com’è. Allo sbando.

Andando avanti. Il direttore sportivo Giuseppe Pavone è dimissionario e pare non voglia più saperne e mentre l'allenatore non parla più da settimane, nessuno ci mette la faccia. Tra meno di un mese inizierà il mercato invernale, risolutore nelle ultime precedenti tre stagioni, ma in queste condizioni come si può sperare nell'ennesimo miracolo che possa regalare la salvezza all'Acr? Tra l'altro, mancano le figure che possano seguire trattative da pianificare per tempo. I giocatori non “se la sentono” (così è stato riportato dopo la sconfitta di sabato scorso) più di prendersi colpe che non sono solo loro. Di una situazione che non funziona nel suo complesso. Direttore generale, questo sconosciuto. Figura sottovalutata, considerata inutile, solo da “occupare” numericamente, senza un vero peso che invece servirebbe assolutamente.

Resta solo il direttore organizzativo Angelo Costa, esposto nelle prime settimane di ritiro, ora tornato nell’anonimato, un po’ come la scorsa stagione. Potrebbe essere lui, che a breve dovrebbe concludere il corso di direttore sportivo, ad assumere la difficilissima carica. Sarebbe un “piano B”: ovviamente, tutto è legato all’esito della trattativa per il passaggio dell’80% delle quote alla AAD Invest. Il presidente Pietro Sciotto pensa solo alla cessione, contestato e logorato da otto anni sulle “montagne russe” auto-costruite. Ma quelle emozionali per lui e tutta la tifoseria non sembrano essere finite: speranze e scetticismo si mescolano nell’aspettare che i fondi indicati nel preliminare di vendita facciano il percorso indicato. Per poi iniziare a investire forte: sull’organico e sull’organizzazione. Per tornare a una normalità, che in questa fase sarebbe già un traguardo che darebbe qualche possibilità in più in chiave salvezza.

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1 Commento

di leonardo mario

10/12/2024 10:38

L'inchiostro sta finendo e anche le parole scarseggiano. Non credo che sia rimasto molto da dire... cosa aggiungere: provincialismo!!! Città metropolitana ma buddace. Amministratori, politici, industriali, commercianti, tifosi, ecc. apatici. Chi per interesse, chi per snobbismo, chi per apatia, chi per scarsa cultura sportiva, tutti aspettano il carro funebre. Errori, errori, errori. Tutti hanno sbagliato. A cominciare dai tifosi anche se quelli che hanno dichiarato la loro astensione non sono tanti. Hanno giocato con gli avversari combattendo Sciotto senza tifare per la propria squadra che, abbandonata da tutti, si barcamena come un turacciolo nell'oceano. Manca una vera mente catalizzatrice a Messina. E la meraviglia più eclatante è quella del Sindaco. Mai visto un amministratore così distaccato. Ai posteri l'ardua sentenza. Senza parole; non ci sono più parole. Siamo in attesa di un funerale ma soprattutto del carro funebre, perchè tutti, dopo, ci saliranno e come prefiche piangeranno il morto. Che vergogna Sciotto!!!

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