Venerdì, 19 Ottobre 2018
FESTIVAL DI SANREMO

Alice Caioli: per me è stata una crescita umana e artistica

di
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Alice Caioli: per me è stata una crescita umana e artistica

La sera della finale, prima di cantare la sua “Specchi rotti” ha affidato il suo portafortuna al direttore d’orchestra, un pelouche di pipistrello. Ma più che un gesto scaramantico è stato come voler portare a Sanremo il simbolo di un momento felice della sua vita. Nella gioia di essere al festival c’era anche la felicità di un suo ricordo di bimba legato alla sua famiglia un tempo unita. È una ragazza di grande personalità Alice Caioli, 22 anni, messinese originaria di Sant’Agata di Militello ma residente ad Acquedolci con esperienze a “Io Canto” e “X Factor”.

Alice ha tutto un mondo dentro, la musica e le collaborazioni con l’autore Piero Calabrese la stanno aiutando a tirarlo fuori. Tante cose parlano di lei, i testi delle canzoni, sofferti ma pieni di speranza, ed i tatuaggi che in queste sere, fra gli abiti dello stilista di Milazzo Gianluca Alibrando, ha sfoggiato con naturalezza. «Anche questi sono una parte di me – dice – . Raccontano momenti di vita, ognuno ha un significato diverso, ma tutti sono legati da un unico filo conduttore: sconfiggere la paura del “per sempre”. Un tatuaggio infatti non si può cancellare, ti resta a vita, è qualcosa che va oltre, è più eterno di un matrimonio. Io sono coraggiosa ed anche così combatto la paura del per sempre».

A Sanremo è stata seguita dalla mamma, poi è giunto il papà. La sera in cui è arrivata al primo posto ha festeggiato con una cena in compagnia del suo entourage e dei genitori, poi subito a dormire ed a ricaricarsi.

Alice hai vinto il premio AFI ed il premio Sala Stampa Radio e Tv intitolato a Lucio Dalla: a Sanremo contano tanto...

«Sì, è vero, vanno oltre la classifica, significa che chi lavora ogni giorno nella musica ha ritenuto che il mio brano oltre ad essere da festival abbia altre qualità. Mi auguro che queste sensazioni possano essere avvertite pure nel mio album che sta per uscire e si intitola “Nego, fingo, mento”. A breve partirà un tour con 10 date, non vedo l’ora di presentarlo al pubblico».

Lo proporrai ai tuoi pipistrel“li”. Intanto fra poco tornerai ad Acquedolci dove certamente sarà grande festa. Per cosa ricorderai questi giorni sanremesi?

«La frenesia, le corse, il non potermi fermare neppure per un caffè. A parte questo Sanremo è stato soprattutto un evento che mi ha consentito di conoscermi ancora meglio, è stata una crescita, artistica e umana. Per qualche giorno a casa tutto sarà diverso, ma la musica tornerà ben presto a portarmi lontano».

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