Lunedì, 24 Settembre 2018
MESSINA

Rione Taormina, al vaglio i ricorsi per le case "verdi"

di
case verdi taromina, Messina, Archivio
rione taormina

E’ ottimista l’assessore alla politiche della casa Sebastiano Pino che la storia dei 20 alloggi della palazzina verde del rione Taormina possa essere presto conclusa. I termini per i ricorsi presentati dopo la prima graduatoria provvisoria relativa al risanamento ambito E di via Taormina sono scaduti il 21 giugno. Gli assegnatari sono 14 e gli esclusi venti. Sono rientrati gli aventi diritto delle prime due file di casette a valle di Via Taormina. I termini per i ricorsi alla seconda graduatoria che vede dieci aventi diritto e 4 esclusi, invece scadranno il 4 luglio e sono relativi alle baracche ricadenti sulla via Quinto Ennio a ridosso del muro perimetrale della caserma Ainis in direzione monte mare. A loro saranno assegnati i sei alloggi rimanenti. Sono arrivati una decina di ricorsi in tutto che saranno valutati dall’apposita commissione. Poi l’approvazione dopo la presa d’atto della giunta. Nonostante l’esiguo numero di personale, gli uffici del dipartimento Politiche della casa faranno il possibile per esaminare con attenzione le opposizioni e presentare le graduatorie definitive alla giunta che dovrà approvarle con una presa d’atto. Si sta anche valutando di effettuare la consegna degli alloggi contemporaneamente per i due lotti funzionali. Le procedure, secondo quanto dice l’assessore Sebastiano Pino, potrebbero concludersi entro il mese di luglio. Nel frattempo sarà determinante il dopo assegnazione per evitare che, come accaduto fino ad oggi, una volta svuotate le baracche possano essere rioccupate. Anche in questo caso, spiega l’assessore Pino, si dovrà, in base alle graduatorie definitive ridefinire una mappatura per procedere all’immediata demolizione delle casette liberate. Per risanare bisogna radere al suolo e questo non potrà avvenire se non vengono liberate tutte le casette. Per chi rimane allora si prospetta il cosiddetto sfratto amministrativo. Bisognerà lasciare le baracche e, se con certi requisiti, rientrare in una riserva del 10% sulle future assegnazioni come previsto dalla legge 10 del 90. 

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