Venerdì, 18 Gennaio 2019
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MESSINA

Gettonopoli, quella circolare “ignorata”

A Palazzo Zanca si sapeva almeno dal novembre 2010 che i gettoni di presenza non si sarebbero dovuti corrispondere in caso di sedute deserte o per le conferenze dei capigruppo. Eppure ancora oggi viene fatto, incrementando ovviamente il “monte” gettoni di ogni consigliere comunale e contribuendo a raggiungere il tetto mensile, le famose 39 presenze che equivalgono all’indennità massima prevista di 2.184 euro lordi. A rendere ancora più agitate le già mosse acque del caso Gettonopoli – che vedrà domani insediarsi a Palazzo Zanca l’ispettore inviato dalla Regione, Angelo Sajeva – spunta una nota, datata 4 novembre 2010, che evidentemente è stata ignorata dagli uffici che dispongono i pagamenti delle indennità ai consiglieri comunali, con l’avallo del segretario generale, a cui spetta l’ultima “firma”. Quella nota è firmata dall’allora dirigente agli Affari di Giunta e Consiglio, oggi in pensione, Giuseppe Mauro e dispone, con molta chiarezza, che «a decorrere dal mese di novembre (lo ricordiamo, del 2010, ndc) non si procederà alla corresponsione di gettoni di presenza nel caso di conferenza di capigruppo e qualora vadano deserte le sedute di Consiglio e commissioni consiliari, per effettiva mancanza di attività consiliare determinata dalla carenza del numero legale sia in prima che in seconda convocazione». Mauro, in quella lettera inviata al segretario generale, all’ufficio di presidenza del consiglio comunale, ai capigruppo ed ai presidenti di commissione, citava un parere del 25 marzo 2010 del ministero dell’Interno sul concetto di «effettiva partecipazione», ed uno del 18 aprile 2010, dal quale si evince che «ai componenti della commissione conferenza dei capigruppo non è dovuto alcun compenso per la partecipazione alla stessa». Sei giorni dopo, il 10 novembre 2010, identica disposizione venne data dal dirigente al Decentramento, Letteria Santa Pollicino, alle Circoscrizioni, che da allora si sono adeguate. Lo stesso sembra non essere accaduto in consiglio comunale. Tra le carte dell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Capece Minutolo ci sono, ovviamente, oltre a quella nota del 2010, i verbali di commissione per capire se, effettivamente, i gettoni sono stati corrisposti anche per sedute deserte. Certo, invece, il pagamento per le conferenze dei capigruppo. Nonostante una precisa circolare dicesse il contrario.

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