Martedì, 18 Settembre 2018
MESSINA

Atm "Quello è un sistema obsoleto"

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È come se Gioveni ci chiedesse nostalgicamente di sostituire i nostri telefoni dotati di Gps con le radio ricetrasmittenti di una volta. Ecco cosa significherebbe per l’Atm mantenere il Sae così com’è, come aveva chiesto ieri il consigliere comunale in una nota a difesa della sala che si occupa del monitoraggio della linea tranviaria. La risposta dell’Atm non si è fatta attendere. E in una lunga nota il direttore generale Foti ha ribattuto punto su punto le parole di Gioveni. Usando toni anche piuttosto duri.

Al centro del dibattito è finito il sistema di ausilio all’esercizio. Che non ha alcuna attinenza con la sicurezza, però, come chiarisce oggi Foti, ne tantomeno con il sistema di radiocomando degli scambi, come aveva scritto Gioveni. Il Sae di Messina, spiega ancora il direttore generale, è basato su una tecnologia superata sia dai sistemi di localizzazione che da quelli di comunicazione mobile di ultima generazione. Si basa, in sostanza, su sensori immersi nell’asfalto che registrano la presenza del tram. Le comunicazioni avvengono invece attraverso ponti radio.

E’ un sistema obsoleto, per questo l’azienda trasporti ha deciso, in previsione di un rinnovo tecnologico, di unificare la sala del sae con quella del Dco, per migliorare e ottimizzare il sistema di monitoraggio. I nove dipendenti addetti al Sae verranno utilizzati per la guida dei tram, avendone i requisiti, gli altri 5 che lavoravano al Dco, continueranno a curare i due servizi. Per l’azienda significherà risparmiare circa 250mila euro l’anno, più altri 150mila che oggi si spendono per la manutenzione. In sostanza, non sarà una soppressione, ma una semplice modifica del sistema con l’obiettivo di migliorarlo e renderlo più moderno ed efficiente.

Oltre alla sostanza, Foti contesta anche la forma dell’attacco di Gioveni. E’ la seconda interrogazione che propone sull’Atm, dopo quella sulla questione dei concorsi interni, sulla quale il giudice del lavoro si è espresso a favore dell’azienda. Anche stavolta, a giudizio del direttore generale, attacca ingiustamente l’azienda. E diffondendo notizie di paventati problemi di sicurezza causa anche un danno all’immagine dell’Atm, pronta a tutelarsi nelle sedi opportune.  

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