Lunedì, 21 Gennaio 2019
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MESSINA

La "Vicolo cieco" ha aperto nuove strade d'investigazione

vicolo cieco, Messina, Archivio

La criminalità organizzata messinese aveva tentato il salto di qualità,  attrezzandosi con strutture manageriali, tipiche di imprese in cui ognuno ricopre un ruolo fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo finale. E questo non era altro che guadagnare migliaia e migliaia di euro con la vendita di quintali di droga provenienti sempre dai fedeli alleati delle ‘ndrine di Locri. A realizzare una struttura del genere non poteva che essere il clan di Mangialupi, storicamente ben attrezzato, con una forza economica e militare imponente come dimostrano i sequestri di milioni di euro e di armi e munizioni eseguiti in passato ai fratelli Trovato ed ai loro affiliati.  Un gruppo che poteva contare innanzitutto su un territorio fidato e fino a ieri impenetrabile  come il quartiere di Mangialupi. Una sede sociale, il bar dove la consorteria criminale si ritrovava, praticamente inavvicinabile dalle forze dell’ordine. Sempre fino a ieri quando è scattata l’operazione  “Vicolo Cieco” che ha consentito alla Squadra Mobile di arrestare 28 persone dal capo, Alfredo Trovato, al suo braccio destro Giuseppe Arena, ai corrieri, agli addetti al taglio della droga, ai pusher ed ai degustatori. Questi ultimi, tossicodipendenti di provata esperienza, dovevano assaggiare la cocaina per assicurarsi che fosse di alta qualità. Perché il cliente deve essere soddisfatto e non si può correre il rischio di rovinare il buon nome del clan.  Ma questa volta, grazie a sofisticati sistemi d’intercettazione e videoripresa la Polizia è riuscita a penetrare nel quartiere più difficile della città, anzi nel vicoletto che costeggia il bar nel quale venivano discussi gli affari, l’acquisto e la cessione della droga, le strategie del clan e perfino le minacce a chi ritardava i pagamenti.  

Un’operazione che ha rappresentato un salto di qualità anche per la Polizia riuscita ad azzerare un gruppo forte di un potere intimidatorio che gli ha garantito la solidità negli anni. Un gruppo che però adesso è stato spiato in casa, intercettato, ripreso e smantellato. Vedremo fra qualche tempo sei maniera definitiva come azzardato ieri in conferenza stampa dal sostituto procuratore Verzera. 

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