Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

La serie di furti agli anziani, condannati marito e moglie

furti ad anziani, Messina, Archivio

 La “coppia terribile”, ovvero i due coniugi catanesi che tra il novembre del 2013 e il febbraio del 2014 progettarono e attuarono parecchi furti ad anziani soli in casa tra Scaletta Zanclea e di Roccalumera, sono stati condannati ieri mattina. La sentenza è del gup Maria Teresa Arena, ed è andata molto peggio alla moglie, la “mente”, mentre il marito se la caverà con molto meno. Il dettaglio. Si tratta della 39enne Maria Crescimone, che era accusata di furto aggravato, a suo tempo finita in carcere, e del marito Salvatore Rasizzi, che di anni ne ha 42, e che rispondeva di ricettazione, a suo tempo finito ai domiciliari. La prima è stata condannata a 6 anni di reclusione, mentre l’uomo a un anno e 4 mesi. Molto più dura la condanna che l’accusa, c’era il pm Annalisa Arena, aveva sollecitato per la donna: ben 10 anni di reclusione. I due, che sono stati assistiti dall’avvocato Massimo Marchese, furono smascherati dai carabinieri di Roccalumera, gli uomini di quella vecchia volpe del maresciallo Santi Arcidiacono, che si misero a lavorare di buzzo buono per dare una risposta concreta e veloce ai tanti anziani soli raggirati, che poi non avevano come andare avanti per pagare tasse e bollette. Risposta che arrivò, nel luglio scorso, nel giro di circa cinque mesi dal primo episodio. Dopo le prime indagini venne subito a galla la figura della moglie risultata essere l’attrice principale di molteplici episodi di furti e truffe, denunciati a più riprese a Roccalumera e Scaletta. Il “modus operandi” era sempre lo stesso: la Crescimone entrava a casa della vittima di turno con un pretesto, spesso quello di essere un’impiegata di una farmacia che proponeva alcuni sgravi fiscali per particolari medicinali, si faceva consegnare una banconota di grosso taglio per trascrivere il numero seriale della stessa. Tutto era predisposto e pianificato affinché gli ignari malcapitati venissero seguiti di nascosto fino a che fosse noto il punto dell’abitazione dove erano custoditi i risparmi ed al termine del breve incontro con la falsa farmacista, si rendevano conto di essere stati derubati di tutti i risparmi. In quel periodo lungo i paesi della zona ionica s’ingenerò una vera e propria psicosi, gli anziani che vivevano da soli vennero informati di non aprire la porta a persone sconosciute o a fantomatici ispettori dell’Inps o delle Poste. Ma non tutti rispettarono la consegna 

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