Martedì, 18 Settembre 2018
MESSINA

Quel che resta
del dopo Vara

Chissà cosa penseranno i turisti che con i loro bei yacht attraccati alla Marina del Nettuno sono scesi oggi sulla Messina ferma della passeggiata a mare e hanno visto questo scenario. Nella Messina del dopo Vara questo è quello che resta della processione di fede in onore della Madonna Assunta. Una strana commistione tra sacro e profano, tra turisti e immondizia. Mai come il 16 agosto Messina riesce a mostrare il peggio di sé. L’odore passeggiando tra le aiuole violentate e ricoperte di lattine, bottiglie e piatti di plastica, è nauseabondo, gli spazi verdi sono utilizzati molto probabilmente come latrine. Eppure c’è chi fa sport, chi schiaccia un pisolino e chi passeggia tra le carte, i bidoni ricolmi di rifiuti e molte panchine distrutte e deteriorate. Un panorama non certo edificante per le decine di vacanzieri che in fila in attesa d’imbarco scendono dalle auto per sgranchirsi le gambe. Il dopo Vara è anche il bivacco dei venditori ambulanti che dopo la giornata di lavoro recuperano le forze dormendo sul marciapiedi e lavando e stendendo i loro panni tra due alberi sulla via S.Maria dell’Arco.

Quest’anno però c’è un rovescio della medaglia che a un cronista imparziale non può sfuggire. Il resto della città, quello esattamente interessato al percorso della machina votiva. Stamattina, a poche ore dalla conclusione dei festeggiamenti, era tutto pulito e in ordine. In una città dove l’ordinario diventa straordinario bisogna evidenziare che quando si vuole la città si può tenere pulita. Compresa anche la villetta Castronovo che ogni anno di questi tempi è un vero disastro. Una medaglia dai due volti oggi quella della Messina del dopo Vara. I turisti, numerosi per la presenza di una nave in porto, sono stati attirati per fortuna a piazza Duomo per gli scatti ricordo davanti alla Macchina votiva. A mezzogiorno erano davvero in tanti per uno spettacolo impareggiabile. Doppia attrazione tra Vara e movimenti del campanile tra due note stonate il campanile ancora imbragato sulla torre e alla base e una meravigliosa fontana del Montorsoli rigorosamente a secco.

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