Lunedì, 17 Dicembre 2018
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ENNA

Messinese ucciso
nel suo bar

Due anni addietro (il 2 marzo del 2012) era sfuggito alla morte, pur essendo stato accoltellato per ben venti volte al torace e all’addome, da due sconosciuti, mentre si accingeva a chiudere il suo «Bar 2000», al civico 285 di via Garibaldi a Barrafranca. Ma ieri per Antonino Morabito, barista di 41 anni, originario di Messina e da tempo trapiantato nel paesino dell’Ennese, non c’è stato scampo. Assassinato poco dopo le 9 dietro al bancone del suo bar, mentre preparava il caffè a un cliente. La “missione di morte” è stata eseguita da un killer che ha agito in maniera disinvolta, non curandosi appunto della presenza di alcuni avventori nel locale. Con tutta tranquillità il sicario è entrato nel bar col volto parzialmente coperto da una sciarpa, ha estratto la pistola calibro 7,65 e ha fatto fuoco. Quattro i colpi: uno ha centrato la vittima al torace, l’ultimo alla testa, per finirlo. Il killer si è poi allontanato a piedi, per le stradine di Barrafranca ma nessuno ha visto se c’era un complice che lo attendeva in auto o in moto poco distante. Morabito lascia la moglie e due figli. L’esecuzione ha ovviamente provocato panico tra gli avventori nel bar, che hanno immediatamente dato l’allar me, allertando i carabinieri e il 118, ma il barista messinese era già morto. Il medico legale che ha effettuato l’ispezione cadaverica, alla presenza del sostituto procuratore Augusto Francesco Rio, ha confermato che uno dei proiettili è stato sparato al capo da distanza ravvicinata. Il reparto di investigazioni scientifiche dei carabinieri che ha eseguito i rilievi nel locale, ha rinvenuto a terra 4 bossoli. Gli investigatori hanno interrogato i testimoni e i familiari del barista per cercare di ricostruire un identikit del sicario, e per delineare un possibile movente dell’omicidio. Tra le ipotesi non viene tralasciata quella del racket dei videopoker che imporrebbe determinate macchinette nei locali pubblici. Difficile comunque individuare una pista, anche se sembra esclusa l’ipotesi del delitto legato alla criminalità organizzata.

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