Lunedì, 12 Novembre 2018
ACQUALADRONE

Frana 2011: quella
Statale semisepolta

acqualadrone, Messina, Archivio

Da 2 anni e 9 mesi l’Anas non interviene e nemmeno ha rimosso le masse di pietre e terra, sui quali, così come sul pendio semifranato è cresciuta una folta vegetazione. Completamente inutili, finora, petizioni e raccolte di firme come quella di oltre 150 residenti, prodotte dai consiglieri Mario Biancuzzo e Mimmo Guerrera. Ma cos’è che blocca la Spa nazionale, o la rende così lenta? A quanto pare, ancora poco prima dell’estate, erano in corso rilievi di carattere geologico. In attesa di notizie ufficiali dall’Anas, oltre all’evidente rischio per gli automobilisti in caso di nuove “allu - vioni”, si apprende di un carteggio che tra il 2011 e i primi del 2012 intercorse tra l’Anas e alcuni residenti a monte del costone. In particolare il signor Nicolò Pirrone che, assistito dal suo legale Paolo Gatto, inviò all’Anas una richiesta d’intervento, corredata dalla perizia giurata di un professionista sullo stato di pericolo in cui versa il costone che già nel 1996 fu interessato da una frana ed allora sottoposta dall’Anas a lavori di consolidamento.

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