Martedì, 11 Dicembre 2018
MESSINA

IV e V Quartiere:
il Palagiustizia
all’ex “Margherita”

ospedale margherita, Messina, Archivio

Si susseguono le prese di posizione sull’ipotesi di realizzare alla Casa dello studente il nuovo Palazzo di giustizia. Nei giorni scorsi erano state sei associazioni studentesche pronte a dire “no”, martedì era toccato all’Ersu rivendicare con forza la struttura di via Cesare Battisti.
Ieri sull’argomento sono intervenuti i presidenti della IV e della V Circoscrizione, Francesco Palano Quero e Santino Morabito. «L’intesa raggiunta tra l’Amministrazione comunale e l’Università di Messina per la realizzazione del secondo Palazzo di Giustizia nella storica sede della Casa dello Studente ed il trasferimento degli alloggi studenteschi nei locali dell’ex ospedale Margherita, presentata qualche settima fa alla città come la migliore delle soluzioni possibili, comincia a vacillare sotto il peso delle osservazioni puntuali che provengono da addetti lavori, associazioni studentesche, rappresentanti delle istituzioni e liberi cittadini. È corretto chiedersi a quali criteri risponda una simile scelta e chi ne trarrebbe vantaggio – scrivono i due – Certamente non gli universitari fuori sede come si evince dalle argomentazioni dettagliate in maniera unanime da tutte le Associazioni studentesche». 

Si susseguono le prese di posizione sull’ipotesi di realizzare alla Casa dello studente il nuovo Palazzo di giustizia. Nei giorni scorsi erano state sei associazioni studentesche pronte a dire “no”, martedì era toccato all’Ersu rivendicare con forza la struttura di via Cesare Battisti.Ieri sull’argomento sono intervenuti i presidenti della IV e della V Circoscrizione, Francesco Palano Quero e Santino Morabito. «L’intesa raggiunta tra l’Amministrazione comunale e l’Università di Messina per la realizzazione del secondo Palazzo di Giustizia nella storica sede della Casa dello Studente ed il trasferimento degli alloggi studenteschi nei locali dell’ex ospedale Margherita, presentata qualche settima fa alla città come la migliore delle soluzioni possibili, comincia a vacillare sotto il peso delle osservazioni puntuali che provengono da addetti lavori, associazioni studentesche, rappresentanti delle istituzioni e liberi cittadini. È corretto chiedersi a quali criteri risponda una simile scelta e chi ne trarrebbe vantaggio – scrivono i due – Certamente non gli universitari fuori sede come si evince dalle argomentazioni dettagliate in maniera unanime da tutte le Associazioni studentesche». 

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