Sabato, 19 Gennaio 2019
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FESTA CGIL

Il lavoro alleato
dell’antimafia

C’è ancora una volta il lavoro al centro dell’ultima giornata della terza edizione della Festa della Cgil, quello che si perde quando un’impresa viene confiscata alla mafia e quello che invece andrebbe preservato e creato come forma concreta di contrasto alla criminalità organizzata, perché l’a n t imafia si fa con la cultura, con la denuncia delle illegalità ma anche costruendo speranze di sviluppo e cambiamento e quindi creando lavoro a partire da cooperative sociali che rispettino le regole e valorizzino le persone. A sottolinearlo, ieri pomeriggio durante la tavola rotonda sulle strategie di contrasto alla mafia e il reimpiego dei beni confiscati a fini sociali, inserita nel programma della tre giorni “Le piazze del lavoro”, Umberto Di Maggio, presidente regionale di Libera, «per contrastare le mafie, che sono unite e coese tra di loro, è importantissimo il cammino fatto, ad esempio, da Addiopizzo per stare a fianco di chi denuncia il racket e insieme dei consumatori, è fondamentale il cambiamento delle coscienze attraverso la cultura, ma per battere la mafia bisogna anche offrire lavoro – ha detto Di Maggio – ed è questa la scommessa di Libera, nata nel 1995 e che mette insieme numerose associazioni che si battono per l’a n t i m afia. Oggi ci sono sette cooperative in Sicilia che puntano su di un’economia “altra”, a Corleone, nelle province di Trapani e Catania. Stiamo lavorando per inaugurare anche a Messina il presidio di Libera». È nato quasi due anni fa invece il gruppo di Addiopizzo Messina, come ricorda il presidente Enrico Pistorino – che ieri ha coordinato la tavola rotonda, introdotta da Esmeralda Rizzi, responsabile delle Politiche di genere della Cgil, a cui hanno partecipato anche Chiara Utro e Silvio Bologna, di Addiopizzo Palermo – e ad oggi a Messina sono state raccolte circa 800 firme per la campagna a favore del Consumo Critico. Una battaglia che mira a cambiare le coscienze e permettere al cittadino-consumatore di fare “antimafia” a nche solo comprando il pane e scegliendo di farlo in un negozio che ha denunciato il racket. «A Palermo – hanno invece raccontato Chiara Utro e Silvio Bologna – sono 815 i commercianti che hanno aderito alla campagna, simbolo di un modello economico alternativo ».

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