Sabato, 19 Gennaio 2019
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MINACCE AD ADDIOPIZZO

La polizia notifica
un divieto di dimora

Aggredirono e minacciarono alcuni giovani di Addiopizzo che alla vigilia della processione della Vara dell’anno scorso distribuivano volantini contro la mafia in via Garibaldi. Le indagini della Squadra Mobile hanno portato ora all’individuazione dei tre aggressori. Nei confronti di due dei quali, entrambi appartenenti al Comitato Vara,  è scattato un provvedimento di divieto di obbligo di dimora nel Comune di Messina. Si tratta di Franco Celona, 63 anni e di una seconda persona al momento irreperibile perché all’estero e non è stato possibile notificarglielo.  Il terzo soggetto è stato iscritto nel registro degli indagati. Sono stati gli agenti della Mobile a notificare il provvedimento firmato dal gip Daniela Urbani su richiesta del sostituto procuratore Fabrizio Monaco. Alle due persone raggiunte dal divieto di dimora a Messina vengono contestati i reati di  ingiurie, furto aggravato, violenza privata e danneggiamento. Il terzo invece si sarebbe limitato ad accompagnare Celona sul posto con il ciclomotore. I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 14 agosto scorso.  Alcuni giovani volontari di Addiopizzo erano intenti a distribuire alcuni manifesti raffiguranti la Vara dell’Assunta che riportavano la dicitura: Maria libera Messina dal pizzo e dalla mafia, e Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità. I giovani furono avvicinati dal terzetto ed  obbligati ad allontanrsi. Poi furono seguiti dentro un bar di via Garibaldi dove i tre tentarono di  impossessarsi dei volantini, insultandoli e minacciandoli. Uno dei tre, quello attualmente irreperibile, urlò in faccia ai giovani: La Vara è mia, non siete autorizzati a distribuire volantini. Poi i tre si allontanarono prima dell’arrivo della Polizia. La vicenda destò molto scalpore a poche ore dalla tradizionale processione della Vara. Qualcuno parlò di un momento di nervosismo, di un gesto dettato dalla tensione del momento ma le indagini della Polizia, coordinate dalla Procura, hanno portato oggi all’emissione dei tre provvedimenti cautelari.

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