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Messina, De Luca torna sulle amministrative: "Avversari scarsi e prevedibili"

Analisi del voto questa mattina da parte del sindaco Basile soprattutto del leader di Sicilia vera Cateno De Luca candidato alla presidenza del consiglio comunale alle elezioni che si terranno nel corso della prima seduta il 13 luglio prossimo.

De Luca ha sottolineato come il dato sull’affluenza alle urne a Messina sia assolutamente in linea se non addirittura superiore a quello di tutte le altre grandi città metropolitane che hanno votato in questo periodo. Ha anche aggiunto che determinante per la vittoria al primo turno di Basile è stato il sostegno che è arrivato dalle cosiddette liste di testimonianza che hanno ottenuto oltre il 7% consentendo al candidato sindaco di superare la fatidica soglia del 40%.

“C’è un dato innanzitutto - ha affermato De Luca - che intendo evidenziare per smontare una volta per tutte l’alibi che chi ha perso ha tentato di costruire, ovvero l’affluenza alle urne dei messinesi. Non è vero che la città non è andata a votare. Il 55,64% dei messinesi si è recato alle urne e questo è un dato più alto rispetto a quello dell'affluenza in altre città metropolitane.  Il secondo dato sul quale voglio soffermarmi è quello della percentuale di voti ottenuti da Basile nelle varie circoscrizioni. Federico Basile, ha affermato De Luca, ha ottenuto oltre il 40% di preferenze in quasi tutte le circoscrizioni, tranne la quarta in cui è arrivato poco sopra il 39%, smentendo con i fatti, dunque, la tesi secondo la quale sarebbe stato votato solo da una parte della città. Non è così. C’è poi ancora un altro aspetto che anche in prospettiva regionale è utile analizzare. Noi non abbiamo sottratto voti al centrodestra, per cui se il centrosinistra pensa che una mia candidatura possa favorire la loro vittoria è il caso che rivedano la propria posizione. I dati dicono che rispetto al voto del 2018 il Movimento 5 stelle ha registrato il 57% in meno di preferenze, il centrosinistra il -48% mentre pressoché inalterato risulta il dato del centrodestra che continua a rappresentare il sistema di potere clientelare. A Messina è accaduto che i partiti sono stati puniti dalla città anche per l’atteggiamento di ostilità che in questi tre anni e mezzo di governo hanno avuto nei mei confronti. Messina ha premiato la mia azione di governo e ha saputo cogliere in Federico Basile l’uomo in grado di proseguirla. Il risultato di Messina è diventato leggenda. Ho trasformato le elezioni amministrative in elezioni regionali a turno unico. Anche l’elemento legato al numero di liste presentate ha rappresentato una grande scommessa che si è dimostrata vincente. Mi piace definirle liste di testimonianza perché testimoniano l’amore di ciascun candidato verso la propria città. Hanno rappresentato la reazione dei cittadini al tentativo della banda bassotti della politica di mettere le mani sulla città. E proprio la presenza di numerose liste ci ha consentito di ottenere quella percentuale in più che ci ha portato alla vittoria. Avevo bisogno - ha concluso De Luca - che questa elezione fosse una grande lezione per tutti i soloni della politica. Mi pare, ha aggiunto, che possano prendere appunti".

"Mi candido a presidente del consiglio - ha anche aggiunto De Luca che ha concluso dicendo - non sarò un presidente super partes perché io voterò tutte le delibere che riterrò necessarie in primis quelle che riguardano il cambio del regolamento con l’eliminazione del voto di astensione come se fosse un voto contrario. Ma a dicembre - ha concluso - mi dimetterò".

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