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Coronavirus, De Luca: "Conoscere in anticipo chi intende rientrare in Sicilia"

Il sindaco di Messina Cateno De Luca, in diretta sulla pagina Facebook della Gazzetta del Sud, nel consueto appuntamento per affrontare i temi che riguardano la città.

Un'altra lettera inviata dal sindaco di Messina al presidente del Consiglio dei ministri. De Luca, infatti, si rivolge al premier Conte sollevando ancora una volta la questione dei collegamenti da e verso la Sicilia e dell'attraversamento dello Stretto. Partiamo dalla conclusione della lettera: «Signor presidente - scrive De Luca - se veramente la volontà di questo Governo è di impedire il rientro al domicilio in Sicilia, allora le uniche soluzioni possibili sono le seguenti: o si fa espresso divieto alle società di trasporto passeggeri di utilizzare le tratte verso la Sicilia proibendo la vendita dei titoli di viaggio oppure si obblighi la Regione siciliana ad adottare lo stesso sistema di registrazione e autorizzazione preventiva all’ingresso del territorio regionale, come hanno già disposto i presidenti delle Regioni Sardegna e Calabria».

Secondo Cateno De Luca, quei due presidenti di Regione «hanno perfettamente compreso il vero punto focale della questione che non può essere ridotto a un formale divieto di rientro ma che deve essere disciplinato in modo da conoscere, con anticipo, chi intende rientrare nel territorio regionale e avvisare i sindaci dei Comuni di destinazione del loro arrivo per consentire di adottare tutte le misure per la gestione della vigilanza sanitaria». De Luca, nella sua lettera, fa riferimento alla nota vicenda della banca dati e della piattaforma “Si passa a condizione” («Non posso che dichiararmi fortemente addolorato per la scelta del Governo di chiedere l’annullamento dell’ordinanza sindacale del 5 aprile 2020»).

Il sindaco lancia un nuovo appello al presidente del Consiglio. «Voglio ribadire – scrive – che non sono mai stato contrario al rientro dei miei conterranei nella terra natia, anzi sono stato spesso una voce fuori dal coro, ma ho sempre chiesto e proposto regole certe. Sarebbe inaccettabile, invece, l’assecondare una precisa strategia con la quale periodicamente si consente, nei momenti in cui vi è la necessità di allentare la pressione del contagio nei territori del Nord Italia, di eseguire spostamenti massivi di persone verso il Sud e la Sicilia».

"Aver spostato di due settimane, dal 4 al 17 maggio, il problema, secondo il sindaco, non è la soluzione. Occorre, dunque, immaginare, e devono farlo subito Governo e Regione siciliana, un sistema di regole chiare e certe una volta per tutte, che probabilmente dovranno valere ancora per parecchi mesi, visto che nessun annuncio di fase 2 o 3 può, al momento, autorizzare il "liberi tutti", come se fossimo usciti per sempre dall'incubo-Covid".

Sull'apertura dei cimiteri, De Luca ha precisato: "Tra le questioni richieste che ci sono state formulate in questi giorni e nelle settimane scorse c'era la richiesta di potere fare visita ai nostri cari defunti e la possibilità dell'estremo saluto. C'è l'articolo 7 dell'ordinanza del presidente Musumeci del 30 aprile ma quello che ha dichiarato nel videomessaggio è un cosa diversa rispetto a quello che ha scritto. 'I sindaci hanno facoltà di disporre l'apertura di cimiteri a condizione che possano essere assicurate le adeguate misure organizzative per evitare l'assembramento di visitatori e mantenere la distanza interpersonale', si legge. Ma Musumeci ha disposto l'aperura per come ha fatto intendere? Non è polemica. Non dice una cosa vera. Dal 17 aprile che il prefetto dice che le disposizioni valgono per l'intero territorio nazionale, cosa è cambiato adesso? Nulla. In Sicilia il presidente Musumeci dice ai sindaci di prendere il fuoco con le nostre mani".

"Ho bisogno di risposte urgenti, io sono per riaprire i cimiteri. Riteniamo che sia giusto, in modo controllato. Vogliamo sapere se possiamo farlo. E al più presto. Il sindaco può applicare restrizioni ma non misure che ampliano le restrizioni. "Noi non apriremo i cimiteri fino a quando il mondo, compreso il prefetto, ci dirà che possiamo aprire i cimiteri. E io lo farò. Ma se qualcuno sopra la mia testa non mi chiarisce la situazione…", ha detto De Luca.

Sui rientri in Sicilia, De Luca torna a precisare: "Avremo centinaia di persone che hanno preso il biglietto, arriveranno a Villa, con il treno o in macchina e che quindi stanno partendo. Poi succederà la solita storia. Nascerà il caos e interverranno i prefetti di Reggio e Messina che stabiliranno che dovranno transitare. In Sicilia non abbiamo una banca dati. Continueremo con le solite sceneggiate alle quali io non ci sto. Ho chiesto a chi è sopra di me di trovare una soluzione ed evitare l'ennesima sceneggiata", ha detto il sindaco di Messina.

"L'ordinanza che faremo domani riguarderà la proroga dell'ordinanza attualmente in vigore. Se non arrivano chiarimenti dal prefetto a salire io non apro nulla. E non modifico l'ordinanza che ho fatto", ha detto De Luca.

 

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