Domenica, 18 Aprile 2021
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Benvenuta primavera, da Fiumara d'Arte il vaccino per l'anima: la bellezza! IL VIDEO DALL'ALTO

«Fiumara d’Arte non è soltanto un luogo, è un dono di quella bellezza universale senza fine, che si ritrova nella condivisione, anche nell’esperienza drammatica di questo momento. Fiumara d’Arte, che è nella natura e nella natura trova il suo tempo, dialoga col paesaggio e la sua fruizione è terapeutica perché restituisce respiro alla depressione dell’anima. Fiumara d’Arte e la sua impostazione aperta è libertà non solo dal Covid, ma nel pensiero e nella conoscenza». Fiumara d'Arte è un museo a cielo aperto al tempo dei musei chiusi. È la visione di un albergatore d’Arte in una Fiumara di bellezza. È futuro, sogno, ammonimento ai poteri del nulla. Visione, lotta e consegna di Antonio Presti.

Un albergatore d'Arte in una Fiumara di bellezza - IMMAGINI

Antonio, oggi nasceva Piramide: proviene da lì la luce del rito…
«Piramide ha avuto due battesimi. Inaugurata proprio all’equinozio di primavera, nel momento in cui la natura si riprende il sole in nome della circolarità di rigenerazione, celebrata simbolicamente nel solstizio d’estate, quando la luce trova il suo trionfo: l’unico momento dell’anno in cui si può entrare dentro l’opera. Il Rito della Luce è sinonimo di quella conoscenza che tutti gli artisti (bambini, pubblico, filosofi, poeti) restituiscono nella condivisione. Una società senza il potere del sapere è una società di schiavi, che può accettare qualunque dittatura. Che fa il nido nella condizione di analfabetismo funzionale del popolo italiano, un allarme per qualunque democrazia. Ora più che mai ai giovani bisogna instillare questo pensiero potente, che trapassa, oltrepassa apparire, consumo, ignoranza. L’arte e la cultura dovrebbero essere la viva voce di quel grande potere che passa soltanto per il sapere e la conoscenza. Il male della contemporaneità passa dall’egocentrismo che ci preclude la visione, che ci acceca».

Ma l’essenziale è invisibile agli occhi…
«Occhi che guardano ma non vedono devono ricollegarsi al cuore per puntare l’invisibile. E guai a tornare come prima del Covid! Se la pianta ha attraversato la malattia, non basta curarla. Serve innestarle una potenza superiore per riconciliarsi con lo spirito e ritrovare quell’immunità universale che è sempre quella della conoscenza».

Un nuovo rinascimento?
«Il limite di questo pensiero si trova nella rivendicazione, quando non si traduce in ringraziamento. Penso che oltre al vaccino chimico, che sicuramente darà il suo risultato, serva un siero per l’anima. E le armi contro un certo terrorismo per me si chiamano stupore, meraviglia e gioia».

Mentre le stelle stavano a guardare…
«Fiumara d’Arte è la risposta Politica (con la P maiuscola) a una politica minuscola, becera, mediocre, che trovava senso solo nella sagra. Ora negli 8 comuni della Valle dell’Halaesa l’arroganza è sconfitta. Con me la mafia, la corruzione, l’indifferenza, la sicilianità omertosa ha perso. Io oggi, a 64 anni, ringrazio tutti gli assassini, i corrotti, i sindaci ignoranti, perché grazie a loro abbiamo fatto la storia dell’arte, abbiamo lasciato un segno etico ed estetico. Il mondo viene alla Fiumara anche per l’esempio di un uomo, nato mecenate e scopertosi lottatore per la vita, con gioia e gratitudine. Oggi non rivendico più, ringrazio. La storia viene scritta da chi la vince e la bellezza ha vinto, non contro il male, ma per il bene».

C'era il rischio di cedere al «nulla che si nutre di niente»?
«La mia testimonianza è quella di uomo che nonostante l’enorme difficoltà economica, con L’Atelier sul Mare chiuso, sta continuando il progetto di Librino per rigenerare lo spirito dei 10 mila bambini di periferia. Seppure in crisi, sull’orlo del fallimento… io, animato da una follia artistica, utopica, eretica, continuo a donare. E mi rivolgo a tutti gli uomini di cultura mortificati da un potere che non finanzia la conoscenza e neanche la rispetta: anche senza denaro noi dobbiamo continuare a restituire pensiero alle generazioni, sogni al futuro, emozione al cuore. Senza deprimerci. Proteggendo i giovani dalla confusione, dall’assenza d’esempio, dalla mancanza di un valore di differenza. Distanziati a casa, isolati dal mondo che divide: fare rete e trovare sempre nella consegna della conoscenza il senso dell’essere artista».

C’è un opera che non c’è?
«Lo spirito ha tre condizioni: desiderio, sogno e amore. Ma queste tre istanze dell’anima dovremmo sempre coniugarle all’infinito. Dal desiderio al desiderare, dal sogno al sognare, dall’amore all’amare. In questa declinazione voglio regalare la visione dell’invisibile “Stanza di barca d’oro” a Mistretta, comunità di bellezza, sporcata e ripulita, perché ritrovi nella sua rigenerazione la parola futuro in nome della legalità. Nonostante le battaglie di una vita che ho fatto alla Fiumara con solitudine e resistenza e resilienza, forse oggi non voglio avere un riconoscimento della storia, perché lo spirito che anima il raccolto è, ancora, sempre seminare».

© Riproduzione riservata

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