Giovedì, 06 Maggio 2021
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Open week AstraZeneca, niente code alla fiera di Messina: 70 vaccinati

Sarà possibile vaccinarsi anche negli ospedali Piemonte e Policlinico, e in provincia i presidi di Sant'Agata di Militello, Patti e Mistretta

Sono i tre giorni di AstraZeneca. Sono i tre giorni chiave per provare a sbloccare l'impasse in cui è finito il vaccino anglo-svedese, dopo la sospensione delle somministrazioni e la successiva restrizione agli over 60. Anche ieri, infatti, in Fiera sono state inoculate appena 26 dosi di AstraZeneca, a fronte di 252 di Moderna e 206 di Pfizer. Adesso a disposizione, per la tre giorni “open” - cioè senza prenotazioni - stabilita dalla Regione per tutti i cittadini dai 60 ai 79 anni, ci sono circa 100 mila dosi in tutta la Sicilia (per un totale di 62 postazioni) e 9 mila solo nel Messinese. Un test decisivo per capire se e quanto la psicosi legata ad AstraZeneca può essere superata, dando così nuovo impulso alla campagna vaccinale.

L'ufficio commissariale Covid prova a incoraggiare la cittadinanza con le statistiche, ricordando che «il rischio di trombosi è pari allo 0,0004%, cioè 4 casi ogni milione di abitanti, mentre nel caso di contagio Covid il rischio trombotico sale al 16,4% con 165mila casi ogni milione di abitanti; anche per chi fuma il rischio di trombi è superiore al vaccino con una percentuale dello 0,18% (1763 casi su ogni milione) e per chi fa uso della pillola anticoncezionale va dallo 0,05% allo 0,12% (500/1200 casi ogni milione): dunque i benefici della vaccinazione sono nettamente superiori ai rischi che qualunque atto medico può comportare».

L'iniziativa dell'open weekend coinvolgerà per tutto il fine settimana in città l'hub Fiera e gli ospedali Piemonte e Policlinico, in provincia i presidi di Sant'Agata di Militello e Patti, mentre a Mistretta solo sabato e domenica, dalle 8 alle 14. Sarà sufficiente presentarsi con la tessera sanitaria dalle 8 alle 20 (in Fiera fino alle 22) e firmare il consenso: per velocizzare la procedura, gli utenti potranno compilare a casa il modulo e portarlo già firmato, così da fare direttamente accettazione, anamnesi col medico che valuterà eventuali inidoneità ad AstraZeneca e somministrazione.

Sono state programmate anche misure “anti-assembramenti”, durante un incontro in prefettura a cui hanno partecipato il commissario Covid, Alberto Firenze, ed il direttore generale facente funzione, Dino Alagna. Stabilite, in particolare, diverse fasce orarie in base all'età: le persone più grandi dai 71 ai 79 anni dovranno presentarsi preferibilmente la mattina, dalle 8 alle 12; chi ha dai 65 ai 70 anni, invece, nel secondo turno, dalle 12 alle 16; infine la fascia dai 60 ai 64 anni, dalle 16 fino alle 20 e, per la Fiera, fino alle 22 (per Mistretta invece, essendo solo mattina, nessuna divisione in turni).

A Messina, intorno a mezzogiorno, erano una settantina quanti si erano vaccinati senza prenotazione con AstraZeneca nel primo giorno dell’"open weekend» scattato in tutta la Sicilia, senza prenotazioni, dai 60 ai 79 anni. All’hub in fiera non ci sono lunghe attese anche perchè per evitare assembramenti si è deciso di procedere per fasce d’età. Stamattina si è cominciati con quelli che hanno dai 71 ai 79 anni.

«Sta procedendo discretamente - dice Silvia Presti, medico vaccinatore - nel senso che ci sono già state già 70 persone che si sono sottoposte alla vaccinazione con Astrazeneca e speriamo che nel pomeriggio i numeri siano ancora maggiori e le persone vengano». «Consiglio di effettuare la vaccinazione con Astrazeneca - aggiunge - perchè i rischi, soprattutto per la trombosi sono inferiori, per esempio, all’utilizzo di terapie con antiprogestinici quindi dico sempre di parlare con i medici e risolvere tutti i dubbi ma anche che la vaccinazione protegge dall’infezione del Covid».

Tra coloro che hanno fatto il vaccino c'è il signor Giuseppe, pensionato: «Avevo fatto la prenotazione, ma poi non c'ero andato per tutto quello che avevo sentito ho avuto qualche remora, adesso ho detto: rischio, e l’ho fatto. Se uno ci fa caso nel bugiardino di ogni medicina ci sono controindicazioni quindi ognuno rischia e se bisogna farlo lo faccio in questo caso che è più pericoloso di un raffreddore o di una influenza». «Ero prenotato ma non mi avevano ancora chiamato - dice il signor Carlo, anche lui ha appena fatto il vaccino Astrazeneca -poichè hanno chiamato mia moglie siamo venuti insieme».

 

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