Giovedì, 09 Aprile 2020
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Mons. Accolla: "Abbiate il coraggio del riscatto"

Ha trasportato tutti con il suo entusiasmo oggi l'arcivescovo di Messina mons. Giovanni Accolla nella sua prima Pasqua peloritana. Non è stato il solito incontro formale. Dopo qualche battuta iniziale sulle presenze, nel salone della Curia, delle persone conosciute, imbeccato da p. Giuseppe Lonia, ha iniziato con una riflessione sul suo 40° di sacerdozio che celebra domani.

Due i sentimenti manifestati: la richiesta di perdono per non essere stato sempre testimone credibile e la grazia per essere stato scelto come strumento di annuncio del Vangelo. E' poi entrato nella profondità del discorso pasquale, tempo di grazia, per lui a Messina da pochi mesi. Un tempo che lo ha voluto accanto ai malati e ai carcerati, a cui ha potuto stringere la mano ascoltando le pulsazioni del loro cuore, un cuore ricco di speranza nonostante i contesti difficili.

Ha parlato delle sue visite verso gli ultimi iniziate dalla casa di Vincenzo, per passare poi al quartiere di Bordonaro, al carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, agli ospedali Papardo, Piemonte, al Sirina di Taormina “Negli occhi delle persone sofferenti, ha detto, ho visto la speranza”. Da qui la considerazione sulla differenza con la cultura borghese, spesso appagata e non soddisfatta. “Dove vedreste la persona di Gesù - ha detto Accolla ai giornalisti - nei carcerati liberi o nelle persone libere e carcerate?”.

Da qui l'aspettativa che il meglio arriverà, come accaduto a Cristo con la resurrezione, fondamentale punto di partenza della Pasqua. Aprire i cuori senza creare steccati, creare fiducia e relazionarsi con gli altri. “Non si possono celebrare le feste osservando solo il calendario - ha esortato- bisogna smuoversi dentro, sentire una inquietudine che apre il cuore alla premura verso l'altro”.

Alla domanda sulla creazione degli hot spot a Messina, non ha preso posizione sul si o sul no, ma sulla possibilità di creare una opportunità di umanizzazione. “Questo non significa condividere ma non restare estranei per non creare steccati”. Sulle povertà del nostro territorio come la mancanza di case, di lavoro, di ideali mons.

Accolla ha incitato ad avere il coraggio del riscatto. Non aspettare gli altri ma fare il primo passo. L'invito è rivolto a tutti, anche ai politici e  ai religiosi spesso chiusi nei palazzi, negli standard dei riti e degli incensi. Uno stimolo a uscire idealmente da quelle vesti e prendere per mano le persone.

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