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Messina, “Marullo”, allarme per il calcio minore: senza acqua calda e gare solo di giorno

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L'allarme è stato lanciato dal Camaro, gestore del campo “Marullo” di Bisconte: il “caro bollette” rischia di gravare sulla disponibilità dell'impianto, costringendo a limitazioni quali la mancata erogazione dell'acqua calda e l'impossibilità dell'uso dell'illuminazione, fino ad arrivare addirittura alla chiusura. Un appello, in tal senso, è stato lanciato al Comune, dal quale si attendono risposte circa la possibilità di ottenere dei sostegni ad hoc per garantire la continuità dei servizi in una struttura (pubblica ma in concessione pluriennale alla SSD) utilizzata, per le gare “ufficiali”, da circa trenta realtà del territorio tra federali e amatoriali (su queste ultime potrebbero gravare tra l’altro degli aumenti ingenti delle tariffe).

Non è difficile capire quanto rilevante sia l'emergenza, sul piano sportivo ma anche sociale per ciò che il movimento rappresenta. E probabilmente sarà la prima questione che il neo assessore allo Sport, successore di Francesco Gallo destinato al Parlamento, dovrà affrontare.
Intanto sono scese in campo le società, tra Promozione e Terza Categoria, che hanno paura di rimanere al palo. Una nota destinata a Palazzo Zanca e Federazione: Le società dilettantistiche del territorio cittadino, prendendo atto della grave situazione che si è ricreata riguardo l'uso degli impianti sportivi per la disputa delle gare ufficiali e non solo, manifestano tutta la loro preoccupazione per la prosecuzione dei rispettivi campionati, dalla Promozione alla Terza Categoria: «Alla cronica mancanza di campi in cui potersi allenare, con il “Bonanno” dell'Annunziata che attende una nuova assegnazione della gestione ed è comunque privo di adeguata illuminazione, nelle scorse ore si è aggiunta la comunicazione del Camaro con la quale si informa che tutte le partite ufficiali potranno essere disputate solo nelle ore di luce naturale e senza la disponibilità di acqua calda negli spogliatoi. Non entriamo nel merito delle problematiche che inducono il gestore ad assumere tali decisioni, perché gestire la struttura ha dei costi e l’incidenza della bolletta energetica, di questi tempi, impone scelte anche dolorose. Da utenti appare però oltremodo evidente che la carenza di impianti accentua il problema e, nonostante gli sforzi economici e logistici delle nostre società, siamo adesso costretti a chiedere immediate risposte ai Dipartimenti competenti dell’Amministrazione Comunale per evitare la sconfitta di un intero movimento. Serve a poco aver recuperato il glorioso “Celeste” se tutto il movimento dilettantistico rischia di scomparire dal proprio tessuto di riferimento, per carenza cronica di spazi».
Il problema della carenza di struttura era stato sollevato anche lo scorso anno, in Aula, dai rappresentanti delle stesse società ma tutto è rimasto in una condizione di precarietà e provvisorietà: «Speriamo che i nostri sacrifici, quotidiani, profusi per portare avanti i progetti sportivi, trovino seguito negli impegni presi dagli enti pubblici - concludono le società -. Purtroppo, ad oggi, continuano a riproporsi i disagi e resta il problema nella propria interezza: fare calcio e sport a Messina sta diventando impossibile».

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