Sabato, 21 Maggio 2022
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Trentacinquesimo posto alla Dakar Classic, il racconto del messinese Antonio Ricciari

Il giorno dopo la fine della gara aveva detto che sarebbe stata l’ultima volta, ora invece pensa di replicare l’impresa. Antonio Ricciari, cinquantenne pilota messinese, ha da poco concluso la «Dakar Classic», la competizione automobilistica che si svolge in Arabia Saudita ottenendo un buon piazzamento in classifica. È arrivato trentacinquesimo su 180 equipaggi, piazzandosi primo tra gli italiani. Insieme a Marco Giannecchini, esperto navigatore del team ha guidato una Mitsubyshi Evolution 3.5 messa a dura prova dalle tante insidie dei deserti della Dakar 2022.

Al ritorno dalla gara racconta la «sua» Dakar svelando di pensare già a un bis nel 2023. Ricciari ha realizzato un sogno coltivato fin da giovane quando con una Panda 4X4 faceva fuoristrada o si inerpicava sui tornanti delle colline e delle montagne messinesi: «Strade che sono un tourbillon di roccia, bosco, sottobosco, tutti terreni che ho ritrovato alla Dakar, a parte la sabbia» dice. Una passione per il rally cresciuta con oltre 30 anni di «strada» e partecipazione a molte competizioni. Alla Dakar Cassic si è piazzato al trentacinquesimo posto, il primo tra gli italiani. Un risultato inatteso, il primo a stupirsi è proprio lui: «Neanche io mi sarei aspettato questo risultato nella corsa più impegnativa dell’anno».

Il suo team infatti non ha sfigurato davanti a veri e proprio colossi automobilistici. Ripercorre mentalmente le emozioni di quei giorni: «A parole è difficile spiegare perché è una gara così emozionante, bisogna viverla, ti segna profondamente». Racconta le perplessità alla partenza: «Chi conosce la Dakar comprende il mio timore prima di partire, si rischiano incidenti e avvenimenti nefasti, la paura più grande era di rimanere da solo una notte nel deserto, ma alla fine sono riuscito ad arrivare fino in fondo. Le difficoltà sono state anche capire come funziona il regolamento che è molto complesso».
Per affrontare la Dakar, Antonio Ricciari si è allenato a lungo ma si è anche molto preparato sia dal punto di vista fisico che mentale grazie a due mental coach che lo hanno seguito e incoraggiato. E’ anche stato sostenuto da un gruppo di sponsor privati, anche messinesi, che hanno creduto in lui. Adesso pensa a replicare l’impresa magari coinvolgendo la moglie: «Abbiamo avuto qualche proposta da valutare per fare un progetto più articolato per il 2023, insieme al team stiamo ragionando su cosa fare».

© Riproduzione riservata

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