Mercoledì, 23 Giugno 2021
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L'Acr non sfonda col Santa Maria Cilento, ma il pari non è da buttare

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Acr Messina-Santa Maria Cilento 0-0
Acr Messina (4-3-3) Caruso 6; Mazzone 5.5, Boskovic 6.5, Sabatino 6.5, Izzo 6; Cretella 6 (38′ st Crisci sv), Aliperta 6, Cristiani 6.5 (dal 16′ st Lavrendi 6); Bollino 5.5, Foggia 5 (48′ st Manfrellotti sv), Cunzi 5 (32′ st Oggiano sv). Allenatore: Novelli.
Santa Maria Cilento (3-4-3) Polverino 7; Romanelli 6.5, Campanella 6.5, De Gregorio 6.5; Bozzaotre 6 (26′ st Konios 6), Simonetti 6, Maio 6.5, Lambiase 6 (19′ st Foufoue 6); Capozzoli 5.5 (32′ st V. Romano sv), Maggio 5.5 (42′ st Tandara sv), Citro 6. Allenatore: Esposito.
Arbitro: Cosseddu di Nuoro 6.
Note: Ammoniti Lambiase, Maio, Aliperta, Romanelli. Espulso al 49' st il tecnico ospite Esposito.

L'Acr Messina non riesce a sfondare ed è costretta ad accontentarsi del pareggio interno contro un Santa Maria del Cilento che ha giocato una discreta gara, confermando quanto di buono si diceva sul suo conto. Partita equilibrata che l'Acr ha giocato sotto ritmo, specialmente nel primo tempo. Pesa, soprattutto, la giornata di non particolare grazia del suo bomber, Ciro Foggia, che ha fallito due clamorose palle-gol, nella ripresa. Anche gli ospiti con Domenico Maggio sono andati vicinissimi a centrare il bersaglio grosso, ma hanno pagato l'imprecisione dell'attaccante cilentano. Mister Novelli, negli ultimi minuti, ha provato a cambiare modulo, passando al 4-2-3-1, con Bollino alle spalle di Foggia e Cretella e Oggiano (subentrato ad un evanescente Cunzi) sulle corsie laterali. Ma il Santa Maria ha serrato le fila e si è portato a casa un punto che fa classifica. In una domenica in cui l'Acr non riesce a fare bottino pieno, comunque, la graduatoria in vetta non muta, poiché le inseguitrici pareggiano, il Football Club a Rotonda e la Gelbison a Licata. Vantaggio sulla seconda in classifica che resta di quattro lunghezze quando, adesso, mancano sei giornate alla fine. Certo, resta un pizzico di rammarico in casa biancoscudata perché una vittoria avrebbe ampliato il divario e creato un solco pressappoco definitivo.

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