Mercoledì, 01 Febbraio 2023
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Trent'anni fa l'omicidio Alfano: Barcellona ricorda il giornalista ucciso dalla mafia

A trent'anni dall'uccisione per mano mafiosa dell'insegnante e giornalista Beppe Alfano, avvenuta la sera dell'8 gennaio 1993, Barcellona ha ricordato la figura e l'impegno professionale del proprio concittadino con la commemorazione avvenuta stamani alla presenza dei vertici dell'Amministrazione comunale e delle Autorità militari e giudiziarie.

Alla preghiera e all'intervento del sindaco Pinuccio Calabrò, che ha ricordato l'uomo e il professionista impegnato in prima linea per garantire il diritto all'informazione tramite un encomiabile sforzo in favore della verità, è seguita una messa in suffragio alla Chiesa di San Francesco di Paola, celebrata dal Vicario Foraneo Giuseppe Currò. Assenti i familiari, che hanno inviato i saluti e il proprio ringraziamento attraverso le parole del primo cittadino.

Prossimamente, come annunciato anche dal sindaco, la famiglia e il Comune di Barcellona organizzeranno insieme un convegno al Teatro comunale Placido Mandanici, coinvolgendo le scuole e la Procura della Repubblica di Barcellona, presente alla commemorazione con i sostituti procuratori Luca Gorgone e Carlo Bray.

Mattarella ricorda l'inestimabile impegno civico di Alfano

«Nel trentesimo anniversario dell’uccisione di Giuseppe Aldo Felice Alfano, mi unisco al cordoglio dei familiari, ricordando il suo inestimabile impegno civico.
Beppe Alfano fu vittima di un vile attentato di matrice mafiosa mentre era alla guida della sua auto: un evento tragico che sconvolse la Città di Barcellona Pozzo di Gotto.
I valori di legalità e giustizia, fondamento del nostro sistema democratico, a cui Alfano si ispirava nello svolgimento della sua attività, non furono scalfiti da un delitto così spregevole.
Con le sue inchieste Beppe Alfano narrava una realtà complessa, con l’obiettivo di svelarne le verità contro ogni forma di connivenza e corruzione.
La lotta alla criminalità organizzata era per lui un impegno da perseguire con dedizione, all’insegna di una società libera dalla sopraffazione.
Una dedizione che è rimasta impressa nella memoria collettiva: la sua immagine rappresenta un modello per le generazioni di ogni tempo.
Il contrasto alle mafie è una responsabilità comune. Il contributo di ciascuno è elemento imprescindibile per una effettiva cultura della legalità che sia esperienza e dovere sociale.
La Repubblica rende omaggio alla sua memoria».

© Riproduzione riservata

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