Mercoledì, 01 Febbraio 2023
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Carmen da Barcellona, talento e tenacia nel mondo delle Big Tech

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«Dalle fiere d’arte negli scantinati di Berlino ai grattacieli delle corporazioni del tech, è stata una salita senza l’ascensore, i gradini li ho percorsi tutti ad uno ad uno. E tutt’ora, quando appoggio il naso sul vetro dell’ufficio di Torre Cepsa, la sede europea Amazon che sovrasta la città di Madrid, mi viene la vertigine, quel senso di paura primordiale del non farcela mista alla consapevolezza che il destino di ogni uomo risieda nella propria volontà». In tre aggettivi si definisce sognatrice, lavoratrice e ottimista. Carmen Sant'Angelo, classe 1987, originaria di Barcellona Pozzo di Gotto, ha lavorato con colossi come Facebook e Google, mentre il suo presente è legato ad Amazon.
Il suo percorso formativo è nato in riva allo Stretto. «Dopo la laurea in Giurisprudenza nel 2009 – racconta Carmen – è arrivata la possibilità di svolgere un’esperienza lavorativa all’estero: si trattava di una borsa di studio promossa dall’Ufficio Relazioni internazionali dell’Ateneo. E ho colto la palla al balzo. All’indomani dalla proclamazione ho fatto le valige e sono partita per quella che sarebbe dovuta essere un’esperienza di 9 mesi ». La giovane in Irlanda ha passato ben 13 anni, si è dovuta adattare alla vita di “expat”, cercando di imparare bene la lingua e acquisire indipendenza finanziaria. Prima di rimettere mani sui libri: « Una credenza irlandese dice che servano 7 anni prima che lo straniero si senta parte di una nuova nazione, 7 anni per parlarne la lingua, comprenderne le tradizioni, e per sapersi barcamenare in un sistema di regole sociali e burocratiche tutto nuovo, 7 anni insomma per poter ripartire. Ed io non sono stata certo un’eccezione. Dopo diversi diplomi e attestati, erano passati quasi 7 anni quando finalmente mi sentivo pronta per varcare la soglia del Trinity College, dove ho ripreso il percorso di studi con un Master in Business Administration con indirizzo in Negoziazione. La laurea è stata un sogno costruito nel tempo, mattoncino su mattoncino. Chi è più fortunato, paga la retta d’iscrizione e comincia. Ma in quanto a me, sono sbarcata dalla provincia messinese senza neppure un certificato di lingua inglese, quindi mi è toccato ripartire dalle basi. Ma il privilegio di poter studiare nelle aule in cui si sono formati Wilde e Beckett, mi ha ripagata di ogni attesa».
Correva il 2009 quando l'economia globale si svegliava sulle rovine dei mercati finanziari e nell'isola britannica la parola “recession” si ripeteva stancamente nei notiziari. «L’Irlanda – ricorda la professionista – aveva vissuto un ventennio di sviluppo senza precedenti che le aveva fatto conquistare il titolo di “Celtic Tiger”, ma quando sono atterrata io, la “Tigre” aveva smesso di ruggire e l’inizio della grande recessione era ormai inevitabile. Sono arrivata nel momento in cui nessuno assumeva, e molti venivano licenziati». Ma Carmen, allora ventunenne, non aveva nessuna intenzione di gettare la spugna e con l' esperienza in una Casa discografica, si è fatta strada negli ambienti della Dublino creativa. «Sono stati gli anni di una rivoluzione culturale contagiosa e io onestamente non avrei voluto essere da nessun altra parte. Finita l’internship, decisi di rimanere e iniziai a lavorare in una galleria d’arte di amici. L’attività mi riesce naturale e le serate dal sapore “dolce vita” che avevo lanciato per gioco per sponsorizzare la galleria, diventano degli eventi di successo dove si dava appuntamento tutta la Dublino fantasiosa. Si aprono nuove possibilità e decido di andare a Londra qualche mese a studiare alla Sothebys’ School of Art per specializzarmi in quello che amavo: le compra-vendite. Spendo così gli anni successivi come un’acquirente d’arte: viaggio in giro per l’Europa alla ricerca di pezzi unici e li acquisto per conto di gallerie e collezionisti. Intanto i lacci dell’austerity si fanno via via più morbidi, la recessione diventa più contenuta ed una nuova crescita economica risplende all’orizzonte. L’Irlanda paga interamente il suo debito all’Europa ed è pronta a tornare a ruggire e si aprono nuove prospettive anche nel settore tech. E io torno a studiare». Il Master, insomma, è stato il tassello che le ha permesso di rendere completo il profilo professionale.
«Nel 2017– continua Carmen – è iniziata la mia esperienza in Google. Mi occupavo dei rapporti dell’azienda con gli inserzionisti italiani. Offrivo consulenza sulle campagne pubblicitarie e mi preoccupavo che il ritorno sull’investimento dei clienti rimanesse sempre alto e la loro esperienza soddisfacente. Poi, sono passata a Facebook, che aveva da poco acquistato Instagram. Il mio ruolo? Pressocché identico a Google, ma i miei clienti si sfidavano a colpi di click e visualizzazioni nel mercato più dinamico dei social media». Sembrava tutto tranquillo e Carmen nel 2019 aveva pure deciso di lasciare il colosso fondato da Zuckerberg per accettare l’offerta di una start-up di San Francisco, ma l'azienda del MarkTech che spopola tra gli investitori chiude i desideri espansionistici europei con la pandemia. E la professionista perde l'impiego ma non la tempra da resistente.
«Ho iniziato un corso di “cloud computing”. Era tutto molto diverso da quello di cui mi ero occupata fino ad allora, ho studiato per tre mesi aiutandomi a comprendere il contenuto con video tutorial su Youtube e qualunque altra risorsa. Alla fine, ho passato l’esame e mi sono candidata per un ruolo ad Aws. Si tratta di una posizione come “Territory manager” con il compito di gestire i clienti nell’area di Dublino. Amazon nel 2020 era una delle poche compagnie che assumevano e c’erano oltre 600 candidati che avevano inviato il proprio curriculum solo sull’annuncio di LinkedIn. Dopo sette livelli di colloquio, mi hanno scelta e oggi sono responsabile per lo Sviluppo territoriale del governo locale e centrale italiano. Sono chiamata ad ideare e implementare strategie di acquisizione, che servono ad aumentare il bacino di clienti nella pubblica amministrazione italiana. La sfida più grande al momento è la digitalizzazione dei servizi ed il raggiungimento degli obiettivi indicati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza».
Adesso Carmen, con il trasferimento da Amazon Irlanda ad Amazon Italia, ha soprattutto voglia di fare qualcosa per il suo Paese e, in particolare, per il Sud e per i suoi giovani. Le radici non si dimenticano mai.

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