Giovedì, 01 Dicembre 2022
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Messina, il quarantenne che ha fatto fortuna nella terra dei canguri

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Ha da poco superato la soglia dei quaranta e nella terra dei canguri ha realizzato con lungimiranza un sogno professionale vedendo possibilità che altri non avevano visto. Sergio Fucile è fondatore di un'agenzia italiana che si occupa di fornire un vero e proprio supporto per tutti coloro che vogliono trasferirsi: dai corsi di inglese, alle vacanze studio, fino a semplici consigli utili per trovare il percorso professionale più giusto per il proprio background.
«Sono un messinese doc che vive a Melbourne, – racconta Sergio – anche se la mia famiglia quando frequentavo ancora le elementari è stata costretta a lasciare lo stretto per trasferirsi a Bologna. Di Messina ricordo tutto, la Gazzetta, il quotidiano della mia città, la granita, la pasta a forno e i bellissimi pomeriggi trascorsi con gli amici a giocare a calcio perché allora si cresceva davvero in strada. E ovviamente le giornate a mare a Venetico dove i miei avevano una casa». Messinesità mantenuta in vita dalla famiglia Fucile che fu adottata dalla città romagnola. E lo stesso Sergio rivendica con orgoglio e senso di appartenenza le sue origini, anche se le esperienze di vita poi lo hanno portato a girare molto: «Nella vita mi sono sempre dato da fare, In Italia ho lavorato come agente immobiliare, commesso e poi manager di attività commerciali operanti nel settore moda, tra Bologna, Milano e Los Angeles. Insomma, ho sempre viaggiato tanto, ma a pensarci bene l'Australia non sapevo nemmeno dove fosse». Un giorno, però, una fidanzatina gli prospetto l'idea di partire. E lui, nonostante questo legame si interruppe prima, decise lo stesso di fare i bagagli. Non piangendo sul latte versato. Insomma, partì per un amore finito e restò per amore vero. «Dopo anni dovrei quasi ringraziare quella ragazza che mi permise il 25 settembre del 2009 di espandere i miei orizzonti, di trovare il grande punto fermo della mia vita, la mia compagna Tegan che mi ha regalato tre meravigliosi figli. Fu lei che decise il mio destino, mentre l'impiego me lo inventai letteralmente dopo aver lavorato un primo periodo come fanno tutti nel settore della ristorazione. Infatti, dopo aver richiesto il mio visto student decisi di intraprendere questo lavoro con l'agenzia, prima con l'Australian study solution, poi con un nome più corto “Oztudy” perché avevo capito prima degli altri, in un periodo in cui ancora non c'erano tantissimi italiani,, che c'era bisogno di aiutare i ragazzi che arrivavano in Australia. E da quel giorno abbiamo aiutato migliaia di persone che ci vedono come un punto di riferimento, per qualsiasi cosa. Per i visti o anche per chiedere un consiglio su come ambientarsi in terra australiana o semplicemente come trovare una stanza».
Da dieci anni insomma, il nostro concittadino è diventato un vero e proprio punto di riferimento per i tanti connazionali che cercano di costruirsi una nuova vita nel continente australiano o che vogliono fare un'esperienza di vita in un paese estero per imparare bene la lingua. «Oggi sono tantissime le persone che ci chiedono informazioni, – precisa Sergio – ma io ai ragazzi raccomando sempre di fare un biglietto con la voglia di partire e scoprire, senza farsi ingannare dalla convinzione di sapere tutto solo perché si sono lette informazioni sul web. L' Australia è infatti un posto che offre tanto, ma richiede anche una buona dose di umiltà e costanza se si vuole costruire un progetto di vita di lungo periodo». E tanti sono i volti incrociati in questi anni che gli sono rimasti nel cuore. Tra questi c'è proprio un messinese cresciuto in una realtà difficile a Messina, rimasto orfano molto presto, che ha cominciato a lavorare giovanissimo e che dopo anni di duro lavoro ha aperto una sua attività che oggi dà lavoro: «Sono nato ad un passo da Giostra e so benissimo cosa significhi crescere in un contesto in cui un bambino si confronta con realtà abbastanza decadenti. Questo mio concittadino che stimo tanto ha avuto la capacità di non farsi scoraggiare e dopo anni di duro lavoro e una lunga gavetta iniziata da ragazzino ,pagata una miseria, ha concretizzato il suo sogno in Australia, aprendo il suo ristorante. La sua vicenda ci insegna che non esistono destini scritti ma che è possibile sempre fare qualcosa per dare una svolta alla propria esistenza». L'imprenditore è grato alla vita per quello che gli ha donato e ora, anche suo papà Gaetano, è felice di quello che ha costruito: «Qualche anno fa quando gli dissi che stavo partendo per la terra dei canguri non mi prese troppo sul serio, ma ora non perde occasione per spiegare a chi incontra sul suo cammino quello che faccio distribuendo biglietti da visita. Nel futuro invece io vedo l'Italia ed è probabile che metta di nuovo radici a Messina, – conclude – almeno per qualche mese l'anno. E chissà, non è peregrina l'idea che possa decidere di aprire un mio ufficio lì. Anche se l'ideale sarebbe oziare con vista Stretto. Un orizzonte che comunque manca anche se hai raggiunto traguardi importanti».

© Riproduzione riservata

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