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I "colori della musica": così continua a vivere il giovane dj Antonio Grillo

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Poco più di un anno fa la scomparsa, improvvisa e tragica, di Antonio Grillo ha scosso la quotidianità di una famiglia messinese, di due genitori che lo hanno trovato a letto senza vita. Ha spazzato via la gioia di amici e spento definitivamente la “sua musica”. Antonio era un dj molto noto nella zona sud (abitava a Santa Margherita), in città e nelle altre province, Catania soprattutto. La musica era la sua strada, la movida e le serate la sua professione oltre che passione. Non aveva fatto i conti con l’imprevedibilità di quel 5 maggio di un anno fa, che lo ha portato via improvvisamente, nel sonno, a causa di un arresto cardiaco. Come si potrebbe quando a 29 anni (30 li avrebbe compiuti 5 giorni dopo la sua morte) pensi alla famiglia, agli amici o alla prossima serata da organizzare dopo mesi, i primi del 2020, trascorsi in lockdown e lontano da ciò che ti emoziona.

Un anno dopo Antonio c’è sempre, a modo suo non è mai andato via. Genitori e amici lo hanno voluto ricordare con una targa e un murale a Santa Margherita per dare un senso a una perdita assurda: «Non me lo spiego, cerco ancora una risposta. Ho vissuto adesso la morte di mio figlio, non l’avevo ancora realizzata e forse neanche ora. Dopo l’inaugurazione del murale ho avuto un crollo, quando l’ho visto ho realizzato che davvero Antonio non c’è più. Sono contenta di quello che è stato fatto, con la collaborazione di tanti ragazzi, anche sotto la pioggia. È stato bellissimo ma così ho capito davvero non lo rivedrò più. Sono stata male, ma è stato un ricordo doveroso». Parole miste a lacrime, che scendono inevitabilmente superando qualsiasi tentativo, vano, di trattenerle.

Le parole di una madre e un padre, Silvana Auditore e Saro Grillo, che cercano di farsi forza e il coraggio di andare avanti: «Dove sorge il graffito è sempre stato un punto di riunione e lo sarà ancora. Prima del Covid, Antonio faceva serate nei lidi del lungomare e si vedeva lì con gli amici. Ci possiamo ritenere soddisfatti, ma continueremo a fare altro per Antonio». Un ragazzo che nella musica aveva trovato se stesso, da autodidatta aveva imparato stile e segreti, ma dj Grillo era tanto altro: «Era unico, meraviglioso, speciale, non ci ha mai dato problemi, sempre sereno e solare. Amava gli amici e la musica, che per lui era vita. Vedeva sempre il bicchiere mezzo pieno e si svegliava con il sorriso», hanno continuato i genitori, tra ricordi di bambino e i sogni di un uomo: «Fin da piccolo tutti volevano stare con lui perché portava allegria, era sempre il centro dell’attenzione. Non faceva distinzioni di classi sociali, per lui tutti i ragazzi erano uguali. Alla festa del suo nono compleanno – ha raccontato Saro – fu l’unico a invitare un compagno di classe che era tenuto un po' in disparte da tutti. Lui lo ha apprezzato e lo ricorda ancora».

Non solo il passato, perché Antonio è ancora presente: «Vado in bici e passo sempre davanti al murale. Un giorno – ha spiegato il papà – ero in discesa, c’erano alcune curve più ripide e io correvo un po' troppo. All’improvviso ho sentito una botta sulla coscia, mi sono girato pensando fossero i miei compagni e, invece, ero solo. Con quella botta ho rallentato e per me è stato un segnale. Sono rimasto scioccato, so che Antonio ci guarda sempre all’alto».

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