Giovedì, 24 Giugno 2021
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Dario, il 25enne messinese semifinalista ai Mondiali... dell'olio!

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«Ho la fortuna di lavorare in un paradiso terrestre e credo fermamente di avere il dovere di restare al Sud. Essere semifinalisti al concorso internazionale “Lodo”!, la più grande competizione mondiale sull' olio extravergine di oliva, non solo ci inorgoglisce ma ci dà la carica per andare avanti». La storia di Dario Scimone, classe 1996, racchiude non solo soddisfazione per il made in Italy, anzi in Sicily, riconosciuto, ma soprattutto radici e innovazione. E se da piccolino amava giocare in quel lembo di terra alle pendici dell' Etna, a Randazzo, con il rituale della vendemmia e con i cugini per ogni ponte strategico, da grande ha capito che le passioni di nonno Antonio, per tutti l' avvocato Merlino, che amava fare l'olio più per diletto che per trarre profitti, potevano diventare una fonte di ispirazione che dà frutti.

Tantissimi. «Il terreno appartiene alla mia famiglia da generazioni - racconta Dario, volto fresco di questo progetto - ma la nostra azienda è molto giovane ed è nata quando io ancora ero adolescente grazie alla tenacia dei miei genitori, mamma Tina e papà Ignazio, entrambi avvocati. E quando mio nonno non riusciva più ad occuparsene si sono guardati dicendosi: che facciamo?».

Dal dire al fare la risposta è stata breve perché i due professionisti, molto amanti della natura, hanno visto in quella straordinaria bellezza un grande valore che poteva tornare utile ai figli. E in un mondo di incertezze avrebbe potuto rappresentare un punto di partenza. Così hanno pensato bene di gettarsi nella produzione dell'olio. Avvantaggiati dall' intuizione provvidenziale di nonno Antonio che negli anni '90 aveva abbandonato la coltivazione delle nocciole impiantando l'attuale uliveto. E le soddisfazioni sono arrivate perché la famiglia siciliana ha portato a casa diversi riconoscimenti.

Nel 2009 alla prima partecipazione al concorso nazionale Sirena d' Oro di Sorrento ha ottenuto la menzione di merito tra gli oli D.o.p. partecipanti. Uno dei tanti riconoscimenti che ha dato iniezione di autostima e ha fatto comprendere a tutti che bisognava fare qualcosa in più facendo sorgere una struttura che nasconde una bella vocazione. Far recuperare la bellezza dei tempi lenti, tramandare il valore del genuino, del sano, soprattutto nei bambini che hanno ancora la capacità di stupirsi con un "oh" di innocenza e stupore davanti a scene di antica Sicilia. Come la ricotta creata dal pastore che viene vista come una scena mistica o la visione delle piante di pomodoro da parte di turisti stranieri che a tutto questo non sono abituati. Ma la semplicità va ricercata.

«Alcune cose - continua Dario - le ho apprezzate crescendo e posso dire di aver vissuto anche altre prospettive. Dopo il liceo mi ero iscritto al Politecnico di Milano, convinto che volessi fare l'ingegnere. Quei due anni mi hanno fatto capire che noi siciliani abbiamo un grande difetto: non riusciamo davvero a comunicare e a celebrare la bellezza che abbiamo. Del resto il cambiamento richiede l'impegno di tutti. Infatti, solo così possiamo sperare di vederlo in maniera concreta». Ma il giovane continua nel segno dell'istinto, ed è convinto che anche questi concorsi servano per gettare lustro alla nostra terra, che ha tutte le potenzialità per fare bene: «Ad oggi possiamo dire con orgoglio che un'azienda siciliana è semifinalista in attesa di conoscere gli sviluppi. Per noi è già un grande risultato perché la concorrenza è spietata e siamo reduci dal superamento di una fase regionale che per noi era impresa già ardua. Ora siamo arrivati ad uno step in cui gli oli verranno assaggiati da un "panel" di 32 assaggiatori provenienti dalle Associazioni o dalle Delegazioni di assaggiatori professionisti coinvolte. Ai campioni verrà assegnato un punteggio in base al quale potranno accedere alla finale che si terrà a Milano».

E tutte le aziende e gli oli partecipanti che hanno superato la fase di preselezione usciranno nella prima edizione cartacea bilingue Lodo Guide 2022 che verrà pubblicata alla fine del 2021. Intanto il giovane messinese è fiducioso di avere tutte le carte in regola, ma preannuncia che a prescindere dal podio, se non dovessero vincere, avranno uno sprone in più per migliorarsi. Stesso leitmotiv che dovrebbe scolpirsi un siciliano: «Oggi - conclude - continuo a dividermi tra gli studi in Giurisprudenza e il sogno di migliorare l'eredità lasciatami da mio nonno. Sapendo che la toga non esclude il resto. E quando lo scoramento prende il sopravvento penso a lui. Che ha dato vita a tutto. Nonno Antonio che aveva due amori: la nonna, compagna di una vita, e la sua terra che amava in maniera viscerale tanto che ricordava a menadito tutte le piante presenti che curava come figli».

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