Domenica, 14 Agosto 2022
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Messina, Francesco Pagano lancia la sfida del VI quartiere

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Era forse il territorio del Comune su cui, una volta tanto, c’erano maggiori attenzioni. Nella stessa tornata elettorale di votava per decidere i rappresentanti della Municipalità e anche per decidere se una parte di quel grandissimo territorio dovesse definitivamente staccarsi da Messina. Alla fine tutto è rimasto così come era. La Municipalità è rimasta integra, ha cambiato i suoi rappresentanti, ma questo non vuole dire che le richieste di quella porzione di Messina così lontana dal centro debbano essere messe nello scaffale del “dimenticatoio”. Anzi, questo quinquennio, dovrà essere per tutti i quartieri, per il sesto in particolare, quello della “rivincita”. Quello ch possa dare a chi vive in uno di quei 21 villaggi fra mare e monti, una reale dimensione di cittadino messinese.

A guidare la Municipalità sarà Francesco Pagano. Ha scelto di lasciare il Consiglio comunale dove era un veterano per tuffarsi in una nuova sfida sul territorio.
In realtà Pagano, che è nato a Massa San Giorgio e vive a Rodia, per tre volte è già stato consigliere di quartiere e per due consigliere Comunale, e ora, il ritorno alle origini arriva con un incarico molto più prestigioso e carico di responsabilità.

Francesco Pagano che aveva sette liste a sostegno della sua candidatura di centrodestra, ha vinto la corsa a tre per la presidenza con 5036 voti cioè il 41,2% dei poco più di 12 mila messinesi che sono andati a votare, in maniera valida (in realtà sono stati 14.000 i votanti ai seggi cioè il 57%) nella sesta circoscrizione.

Alle sue spalle è arrivato il rappresentante di Sicilia Vera Massimo Costanzo che ha chiuso con 4122 voti che valgono i 34,4%. Con questa percentuale è lui ad occupare uno dei nove seggi del Consiglio, come miglior candidato presidente fra quelli non eletti. Resta fuori, dopo una vita passata a rappresentare quel territorio, con mille battaglie ( la più nota per la gratuità del pedaggio di Ponte Gallo o Villafranca) Mario Biancuzzo. La sua proposta di centrosinistra con tre liste, si è fermata a 2970 voti cioè il 24,3%.
Il piano del Presidente Francesco Pagano non solo vive nella zona nord della città, ma il suo lavoro alla Forestale, lo porta ad occuparsi spesso di quella zona, la più ricca di vegetazione della città.
«Quello di presidente – dice – è un ruolo che mi onora e che affronterò con la consapevolezza del grande lavoro che mi aspetta. Abbiamo in territorio vastissimo rappresentato da ventuno villaggi, ognuno con problemi diversi ma tutti con un potenziale enorme e ricco di bellezze naturali paesaggistiche che dovremo essere capaci di valorizzare».

Ma il primo tema in assoluto è sempre quello del decentramento amministrativo. Il regolamento esiste dal 2019 ( e Messina era già in ritardo rispetto ad altre grandi città) ma non ha ancora trovato applicazione. Lo hanno “congelato” questioni di ordine economico soprattutto, ma, in base alle dichiarazioni del neo sindaco Basile, dovrebbero essere state superate. All’assessore Dafne Musolino il compito di dare seguito alla rivoluzione delle Municipalità. «Spero che questa amministrazione ci coinvolga nelle scelte e decisioni importanti che ricadono nel nostro territorio. Vorrei sentirmi con gli altri cinque presidenti – dice Francesco Pagano – per aprire al più presto un tavolo di confronto con l’amministrazione e stabilire preventivamente quali siano i passaggi chiave per poter attuare questo decentramento funzionale. Se la affrontiamo tutti insieme, credo che si faccia molto prima e questo a prescindere dai colori politici di ciascuno di noi presidenti». Ma Basile ha anche parlato di una settima municipalità che potrebbe nascere proprio nel cuore della sesta che, sotto il profilo del territorio, è davvero enorme. «Sono assolutamente d’accordo sulla nascita di un nuovo organo amministrativo nella nostra zona, ma occorrerà dargli degli strumenti»

Uno dei temi più caldi, e questo a prescindere dal decentramento, è quello della disponibilità di servizi per chi abita nella periferia nord.
«Forse è proprio questo che ha deluso di più i nostri abitanti – analizza Pagano –. Due cose in particolare balzano agli occhi: la prima è legata alla pulizia. Serve un servizio di spazzamento per ogni villaggio. Un operatore fisso per ogni frazione. Va bene il porta a porta, ma le strade i marciapiedi, le piazze devono essere pulite. E poi occorre riqualificare l’edificio di Ganzirri dove c’è lo sportello per il cittadino e dove si fanno certificati e carte d’identità. È davvero fatiscenti e quasi infrequentabile. E aggiungo, vista la vastità del territorio si potrebbe creare un secondo sportello per esempio a Spartà dove c’è una vecchia scuola in disuso che potrebbe essere riadattata». Ma la circoscrizione ha anche altre esigenze. «Penso per pesempio alla cura dei torrenti, a partire dal Papardo che in alcuni punti è una selva inestricabile, penso alla scerbatura ordinaria, che solo in quest’ultimo periodo sta funzionando. Capisco perchè chi abita inquesto quartiere ha pensato alla “secessione”, perchè sente lontane le istituzioni».

I nove consiglieri A far parte del Consiglio della Sesta circoscrizione saranno quattro rapresentanti del centrodestra, altrettanti di Sicilia Vera e uno del centrosinistra.
Pagano avrà dalla sua parte Giovanni Donato ( Ora Sicilia, lo stesso partito dal quale proviene il presidente), il più votato con 512 preferenze. E poi Giovanni Celi di Forza Italia (323 voti), Domenico Fornaro (Pagano Presidente) che ha raccolto 442 voti e Giovanni Francesco Russo ( Fratelli d'Italia) che è arrivato a quota 374 voti.
Per Sicilia Vera, invece, c’è il candidato presidente arrivato secondo, Massimo Costanzo, e poi Tonino Biancuzzo primo della lista “Con De Luca per Costanzo” con 270 voti, Francesco Maggio (“Costanzo Presidente”) con 350 voti e Salvatore Scandurra che svettato nella lista “Amo Messina” con 394 preferenze. L’unico seggio del centrosinistra lo ha ottenuto Antonio Lambraio (“De Domenico Sindaco”) con 441 voti.

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