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Prima Circoscrizione: discontinuità e passione, la formula di Francesco Greco

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Francesco Greco, a 26 anni, è il più giovane candidato presidente. Attivista del Meetup Grilli dello Stretto è il riferimento del centrosinistra.
Il tema del decentramento tiene banco, per la prima volta, in una campagna elettorale. Cosa si può fare per rendere più autonome e più efficaci le circoscrizioni?
«Innanzitutto, è necessario tagliare i ponti con il recente passato. Con chi – anziché amministrare la Municipalità - ha sostenuto folli proposte come quella di sostituire le circoscrizioni elette democraticamente con comitati di nominati. Va attuato il regolamento sul decentramento come approvato dall’uscente consiglio comunale, fatto carta straccia da Cateno De Luca».

I villaggi soffrono la distanza dal centro, dai luoghi di lavoro e dalle scuole. Cosa proporrebbe al Comune, all’Atm per cercare di ridurre questa distanza?
«Più che essere un sistema a pettine, assomiglia a un sistema scolapasta. I viaggi sono un’odissea, per raggiungere i servizi bisogna partire un’ora prima, pertanto i cittadini sono costretti a utilizzare le auto per risparmiare tempo. Serve potenziare la metroferrovia ed è necessario ridurre i prezzi e offrire servizi di micromobilità comunale con bici a pedalata assistita, monopattini e microcar elettrici».

La prima circoscrizione vive la piaga dell’erosione costiera. In che modo il Quartiere può rendersi parte attiva per accelerare i tempi di una adeguata difesa delle coste?
«Tra i candidati presidenti sono l’unico che si è battuto seriamente sul tema. Quando il Comitato Salviamo Galati Marina lanciava i primi appelli e raccoglieva le firme in piazza, presidente e amministratori uscenti passavano davanti ai nostri gazebo ignorandoci. La Circoscrizione deve avere innanzitutto occhi vigili sul territorio, deve essere la prima istituzione ad occuparsi del problema, prima che sia troppo tardi. Dovrebbero essere dotate di nuclei di Protezione Civile».

Il mare come risorsa, ma finora poco sfruttata lungo la vostra costa. Come si fa per valorizzarla e renderla produttiva?
«Non dobbiamo dimenticarci che i nostri erano villaggi di pescatori e oggi invece la pesca è diventata un'altra delle tradizioni che rischiano di scomparire e che invece andrebbe preservata: creando aree pubbliche per il rimessaggio delle imbarcazioni, ma anche per vararle in sicurezza. Nelle spiagge, oltre alle doccette, si dovrebbero incentivare i lidi ad investire di più: dei piccoli acquapark diventerebbero grandi attrazioni».

Se avesse un milione di euro da poter spendere per il suo territorio, cosa farebbe prima di ogni altra cosa?
«Serve ridare colore e vita ai quartieri, organizzare ogni settimana fiere, eventi, manifestazioni, mercati. Questo porterebbe indotto e nuove entrate tributarie, che a loro volta permetterebbero nuovi investimenti. Vanno potenziati i progetti di democrazia partecipata che permetterebbero di far scegliere alle persone come spendere i soldi pubblici».

Se dovesse dare un voto da uno a dieci ai servizi offerti dagli uffici della sua circoscrizione, quale darebbe? E quale servizio vorrebbe aggiungere?
«Rispetto ai pochi servizi offerti nella sede della municipalità, ritengo che rientriamo nella media. Andrebbero garantiti i servizi anche da remoto, oppure pensando alle difficoltà di tanti anziani, assistenza anche a distanza e domiciliare. Il rilascio di un’autorizzazione di occupazione suolo e altre autorizzazioni, potrebbe avvenire nella sede decentrata».

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