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Messina alle urne, il centrodestra mette all’angolo la Lega: "Si ritiri il simbolo a sostegno di Basile"

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Hanno aspettato, osservando dalla finestra cosa accadeva a Palermo. Quando nel capoluogo il centrodestra si è infine ricompattato attorno al nome di Roberto Lagalla, ecco che è scattato il “piano” messinese: mettere all’angolo la Lega e la scelta di sostenere col simbolo Prima l’Italia non il candidato sindaco del centrodestra, Maurizio Croce, ma quello di Sicilia Vera, Federico Basile. Main sponsor: Nino Germanà, con il placet di Matteo Salvini. Adesso, però, gli altri leader del centrodestra messinese chiedono il conto, soprattutto al segretario siciliano dei salviniani, Nino Minardo, che il golpe messinese non l’ha mai digerito fino in fondo.
E' stato buttato giù un documento, firmato da Forza Italia, Ora Sicilia, Fratelli d’Italia e Udc (ma altre adesioni sono previste per oggi), con il quale, in premessa, viene esaltata la ritrovata unità palermitana, «nonostante le non poche difficoltà», «tra fughe in avanti e piccoli passi di lato» dettati soprattutto dalle imminenti elezioni regionali, «ma alla fine hanno prevalso quei principi e quegli ideali attorno ai quali tutte le anime del centrodestra si sono ricompattati». Quindi il caso Messina, dove «abbiamo vissuto una situazione analoga». Anche qui, si legge, «ci sono state, probabilmente, delle fughe in avanti, ma alla fine si è scelto un candidato, Maurizio Croce, che porterà alla vittoria il centrodestra. Un profilo, quello di Croce, le cui qualità politiche, amministrative e morali non possono minimamente essere messe in discussione da chicchessia». Ed ecco l’affondo: «Fatichiamo a comprendere quale strategia si celi dietro la scelta di legare un simbolo di un partito nazionale, quale è Lega-Prima l’Italia, a quello della galassia di simboli ideati e messi in piedi da Cateno De Luca a sostegno del suo “successore”. L’ex sindaco sarà, a quanto pare, candidato alla presidenza della Regione, obiettivo per il quale è già in campagna elettorale da tempo».
I firmatari chiariscono: «Nulla di personale nei confronti dell’on. Nino Germanà, che ritenendo sbagliato il metodo con cui si è pervenuti alla scelta di Maurizio Croce, ha deciso di appoggiare la candidatura di Federico Basile (ergo: Cateno De Luca). A nostro avviso, però, sarebbe stato più opportuno, per un principio di coerenza, innanzitutto, che il suo partito non gli consentisse di utilizzare quel simbolo: uno scenario che, plasticamente, lo pone in una condizione di evidente isolamento nei confronti di tutto il centrodestra».
È una battaglia per il simbolo, ma non solo: è una resa dei conti, dopo l’addio rumoroso di Germanà e il “matrimonio” tra quest’ultimo e De Luca, in una campagna elettorale che rischia di decidersi – sostengono in tanti – sul filo dei mille-duemila voti.

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